Nero su Bianco
  • HOME
  • LE FIRME
  • RACCONTI
  • EXTRA
  • ARCHIVIO
  • DOVE TROVARE NSB
  • CONTATTI
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Nero su Bianco
  • HOME
  • LE FIRME
  • RACCONTI
  • EXTRA
  • ARCHIVIO
  • DOVE TROVARE NSB
  • CONTATTI
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Nero su Bianco
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Home Articoli

Inferno di plastica

di NeroSuBianco
15 Giugno 2017
in Articoli


In una calda domenica di inizio estate, qualcosa brucia. L’incendio è evidente e si manifesta a tutta la città. E, dopo un giorno di lotta con le fiamme, arriva anche il terreno che dovrà spegnere l’incendio. Insabbiando il focolaio. Sui social le notizie corrono ancor più rapide dei soccorsi: brucia Sele Ambiente. Che ricicla plastica. E rapida quindi corre sui social la sacrosanta paura, sminuita da alcuni commentatori al grado di “psicosi”.
Facciamo un po’ di chiarezza. Dalle voci raccolte, pare che a bruciare siano stati cumuli di materiale plastico lavorato e finito, ossia vendibile e fonte di reddito per l’azienda. Al momento non è chiara la natura dell’incendio, ossia se sia fortuito o doloso. Né il tipo di innesco. Se fossero confermate tali indiscrezioni (tutte da verificare), la letteratura scientifica ci dice che c’è la concreta possibilità che si possa essere prodotta diossina, un composto volatile che dal 1997 è stato classificato dall’Iarc (International Agency for Research on Cancer) nel gruppo 1 dei “cancerogeni per l’uomo”. Al momento non è chiaro se vi sia realmente questo pericolo,  in quanto sono in corso dei rilievi dell’aria da parte dell’Arpac (Agenzia Regionale Protezione Ambiente Campania) e i risultati non sono ancora noti. Non abbiamo notizie di rilievi a campione nelle acque e soprattutto nei terreni circostanti. A poche ore dall’incendio, la sindaca di Battipaglia ha diramato un’ordinanza che imponeva ai cittadini residenti nelle aree ricadenti nel raggio di un chilometro dall’incendio di chiudere le finestre ed evacuare le zone ricadenti nei cento metri dal focolaio. A differenza di Battipaglia, il Comune di Eboli pare non abbia adottato nessun provvedimento a tutela della salute dei cittadini, eppure domenica il forte vento ha orientato quasi tutti i fumi  verso l’area rurale di Eboli che in quella zona, inutile ricordarlo, è lastricata di serre per la produzione della quarta gamma.
I tanti “pare”, “sembra”, “voci raccolte” sono il primo problema che ha evidenziato questo incendio: una situazione del genere avrebbe avuto bisogno di una gestione dell’informazione più generosa, ufficiale e puntuale da parte delle autorità territoriali competenti. Soprattutto nell’epoca dei social. Che pure, invece, vengono utilizzati abbondantemente per dare risalto a notizie, tutto sommato, molto marginali. La mancanza di notizie e l’incertezza generano, ovviamente, paura. Non la si stigmatizzi, poi, come “psicosi”. Non è leale.
Ma questo incendio ha evidenziato (qualora ve ne fosse ancora bisogno) molti altri problemi. Tra essi, un atavico e lacerante contrasto tra l’autorevolezza che pretendono determinate situazioni e il mantenimento dei posti di lavoro, in un territorio, il nostro, che da una ventina d’anni è attanagliato dalla crisi lavorativa. Bisogna “mantenere la chiusura delle aperture delle abitazioni e delle attività commerciali, industriali e di servizi al fine di prevenire un possibile passaggio di inquinanti, compresi gli impianti di aerazione forzata” (ordinanza del sindaco  198 dell’11/06/2017) o continuare a produrre? La produzione necessita di carico e scarico materiali, quindi di portali aperti. Quindi? Cosa vale? Ma soprattutto, chi deve far rispettare l’ordinanza? Di certo è che, a ordinanza non ritirata, molti lavoratori ricadenti nell’area individuata e vincolata sono andati a lavorare. Spesso non tanto spontaneamente. Con tanta paura. Con una mascherina, una bottiglietta d’acqua e qualche succo di frutta per lenire i bruciori di gola.
E con un “Dio ce la mandi buona”.
Le colpe vengono da lontano. Certo. Da un patchwork urbanistico che ha mischiato residenzialità, agricoltura, commercio e industria. Ma diventano colpe gravi e nostre nel momento in cui, a problema noto, non si dà la svolta (sempre sbandierata) che il problema merita: non ancora gli indirizzi politici ed economici, non ancora i piani e né tanto meno ancora le scelte. E quindi le esigenze della popolazione cozzano con le esigenze delle aziende chimiche, che cozzano con le esigenze delle aziende agricole (che temono anche il danno d’immagine da questo incidente), che cozzano con le esigenze dei lavoratori, che cozzano con le esigenze di sicurezza ambientale e dei luoghi di lavoro, che cozzano con il mantenimento delle produzioni e dei posti di lavoro.

16 giugno 2017 – © Riproduzione riservata
Condividi30Tweetta19

CONSIGLIATI PER TE

Primo Consiglio, la maggioranza tira dritto

Cappelli salva la maggioranza

di Stefania Battista
30 Aprile 2026

La maggioranza consiliare la spunta sul Piao (Piano integrato di attività organizzazione), al cui interno sono previste le nuove assunzioni attraverso le graduatorie Asmel, per un solo voto....

La Battipagliese riparte

Playoff, ormai ci siamo!

di NeroSuBianco
17 Aprile 2026

Che sia stato un anno complicato per la Battipagliese lo abbiamo detto e scritto in più di una circostanza, coprendo pagine con inchiostro indelebile in cui abbiamo narrato...

Caduta dal pero

Caduta dal pero

di Simona Otranto
17 Aprile 2026

Siamo nel quartiere Taverna, all’interno del cortile dell’istituto superiore Enzo Ferrari. Entrando dal cancello principale, sulla destra, si incontra un vecchio albero di pero. Devo essere sincera, non...

LEGGI L’ULTIMO NUMERO DI NSB

RICEVI NERO SU BIANCO VIA E-MAIL

SFOGLIA IL NUMERO CHE PREFERISCI

LE FIRME DI NERO SU BIANCO

DIARIO CIVICO – di SFIDE EDITORE

  • HOME
  • LE FIRME
  • RACCONTI
  • EXTRA
  • ARCHIVIO
  • DOVE TROVARE NSB
  • CONTATTI
Privacy Policy

Nero su Bianco | Registrazione del Tribunale di Salerno n° 9 del 4 maggio 2005 | © 2026 Sfide – p. iva 02892590650

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • HOME
  • LE FIRME
  • RACCONTI
  • EXTRA
  • DOVE TROVARE NSB
  • CONTATTI
  • ARCHIVIO

Nero su Bianco | Registrazione del Tribunale di Salerno n° 9 del 4 maggio 2005 | © 2026 Sfide – p. iva 02892590650