Il platano nascosto
[di Simona Otranto]

Siamo in via Rosa Jemma, più precisamente alle spalle del commissariato di PS, al centro del parcheggio di un frequentato supermercato. Tra il rumore dei carrelli e il via vai continuo delle auto, in un piccolissimo fazzoletto di terreno circondato da una distesa di asfalto, (r)esiste un grande platano comune, unico elemento di ombra di tutta l’area di sosta. Quello che colpisce di questo albero è la sua solitudine, circondato dal mondo sembra non farne più parte, sta lì, in silenzio, nella confusione, assecondando passivamente l’alternarsi delle stagioni.
Eppure, ha un grande valore. Dalla fotografia non si direbbe, ma ha una circonferenza (misurata a un metro e trenta di altezza dal colletto, come convenzione vuole) che supera i 350 centimetri. Un platano (nella specie orientalis, occidentalis o acerifolia che sia), per godere del riconoscimento di “monumentalità”, secondo il criterio dimensionale, deve raggiungere una circonferenza minima superiore ai quattro metri, oltre che un’altezza considerevole e una chioma ampia. Nel giro di qualche decennio, quest’albero potrebbe entrare di diritto negli elenchi della regione Campania, sempre che si salvaguardi e non si ricorra (nuovamente, come ha già avuto modo di sperimentare) alla consueta capitozzatura, tecnica di potatura molto diffusa negli ultimi tempi, attraverso la quale la chioma viene ridotta drasticamente per contenere le dimensioni della pianta. Sacrificare qualche posto auto, dare più respiro alle radici, magari transennarlo e ricorrere esclusivamente a qualche futuro e lieve intervento di diradamento o di ritorno, nell’ambizione di recuperare o tutelare la sua architettura naturale, sarebbe una scelta saggia. Ma si sa, le decisioni più giuste e lungimiranti non sono quasi mai le più semplici e convenienti da perseguire.
Il platano comune Platanus acerifolia (sin. Platanus hispanica) è un albero a rapida crescita, ibrido tra le specie P. orientalis e P. occidentalis. Tra i platani è il più diffuso nei parchi e, soprattutto, nelle alberature stradali. Ha, infatti, grandi caratteristiche di resistenza all’inquinamento e sopporta potature drastiche. Purtroppo, negli ultimi anni, è soggetto ai forti attacchi di un insetto e di una crittogama che ne compromette la salute e la bellezza causando un ingiallimento e una perdita precoce delle foglie, come accade anche nei platani di piazza Madonnina. Si tratta di un albero caducifoglie che può raggiungere e superare i 30 metri di altezza. Il tronco è diritto, robusto e slanciato, spesso suddiviso in rami massicci che sostengono una chioma ampia, tondeggiante e densa. Una delle caratteristiche distintive del platano è la corteccia che si sfoglia in placche irregolari lasciando scoperte zone di colore più chiaro: il contrasto tra il grigio, il verde e il giallastro conferisce al tronco un aspetto marmorizzato, quasi mimetico, molto apprezzato dal punto di vista estetico.
25 ottobre 2025 – © riproduzione riservata





