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Il dovere di ascoltare

di Francesco Bonito
16 Gennaio 2026
in Articoli

[di Francesco Bonito]

Il 2026 sarà l’ultimo anno di sindacatura per Cecilia Francese. Eletta la prima volta nel giugno 2016 e riconfermata nell’ottobre 2021, quando deporrà la fascia tricolore la sindaca di Battipaglia avrà governato per più di un decennio. Un tempo lunghissimo, un record probabilmente imbattibile. Senza voler anticipare il giudizio che solo a mandato concluso potrà essere emesso, dopo nove anni credo che si possa comunque abbozzare un’analisi del modus operandi delle due amministrazioni Francese, alla ricerca di un atteggiamento ricorrente, di un elemento caratterizzante. La mia è una riflessione e, al tempo stesso, un invito a correggere la rotta (si è sempre in tempo a farlo) indirizzato a Cecilia Francese e alla compagine di governo. Userò pertanto il voi, rivolgendomi a tutto il gruppo dirigente, sperando di essere ascoltato. Anche perché proprio di ascolto parliamo. 

Nei nove anni alla guida della città è apparso evidente un limite che ha condizionato, penalizzandola, la vostra azione amministrativa: non avete saputo ascoltare. Avete scelto cosa fare e cosa non fare, avete finanziato interventi, individuato priorità, avete governato, quasi sempre senza ascoltare altra voce che la vostra. Avete mostrato una evidente incapacità di ascoltare chi aveva idee, progetti, soluzioni differenti dalle vostre. Un ottuso atteggiamento di chiusura al confronto, manifestato per lo più con insofferenza. 

Le voci fuori dal vostro coro sono state scoraggiate, criticate, e perfino attaccate sul piano personale. Che le istanze provenissero da singoli cittadini, da consiglieri comunali, o da parte considerevole dell’opinione pubblica, la vostra postura intellettuale è stata quasi sempre la stessa: indifferenza o strafottenza. Qualcosa che ricorda il “Me ne frego!” caro ai nostalgici del Ventennio; per non parlare del vostro più volte evocato “articolo quinto”. 

Quasi mai avete ritenuto degne di ascolto le parole che venivano dall’esterno della vostra impermeabile compagine politica. La domanda che vi rivolgo è: perché? 

Eppure dovreste sapere che l’ascolto delle istanze dei cittadini è il primo dovere di un amministratore pubblico. Oltre a essere doveroso, è opportuno e conveniente. Per quale motivo trovate irritante che qualcuno proponga soluzioni differenti dalle vostre o segnali problemi invisibili ai vostri occhi? Mal sopportate che i cittadini esprimano opinioni, forse perché ritenete di essere i più bravi e intelligenti? O sperate che le persone si stanchino, finiscano per rassegnarsi e cessino di disturbarvi con inopportune intromissioni? 

Gli esempi che confermano questo atteggiamento sono innumerevoli, anche relativi a temi minori, a questioni ordinarie che sono sotto gli occhi di tutti. Ne cito solo uno: l’indifferenza rispetto alle condizioni di vergognoso degrado in cui versa l’edificio che ospitava lascuola De Amicis. Da tre anni, invano, dalle colonne di questo giornale vi si chiede di occuparvi del luogo più amato dai battipagliesi. Nel caso non lo abbiate visto, vi segnaliamo che l’edificio che dà sulla centralissima piazza Amendola (e su piazza Rago) da anni è deturpato da scritte e sgorbi. Oggi, come promemoria per voi, mettiamo le foto in copertina, sperando che serva.

I battipagliesi vi saranno molto grati se ripristinerete un minimo di decoro nel cuore del centro cittadino, cancellando quella vergogna. Confidiamo che lo farete al più presto, con la stessa solerzia con cui siete soliti intervenire nelle questioni che ritenete prioritarie. Se non accadrà non ci rassegneremo, continueremo a ricordarvelo pubblicando foto sullo stato del luogo simbolo di quella “battipagliesità” a cui sovente, con orgoglio, vi richiamate.

17 gennaio 2026 – © riproduzione riservata

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