[di Carmine Landi]
Ogni crisi ha inciso profondamente sul tessuto sociale, lasciando dietro di sé presidi sindacali, contratti spezzati, famiglie in difficoltà. Alcune aziende hanno trovato una nuova vita, altre sono scomparse nel nulla. Oggi in bilico è la fabbrica che produce guarnizioni per autovetture, finita nel mirino delle delocalizzazioni, e la città rivive la stessa ansia che cronicamente accompagna ogni vertenza industriale. La vertenza Cooper Standard s’innesta in una sequenza lunga di crisi industriali che hanno ridisegnato la geografia produttiva della città. L’ultimo terremoto, prima di quello attuale, risale alla scorsa estate, quando la Prysmian decise di chiudere lo stabilimento Fos. Erano 289 i lavoratori impiegati in un sito che rappresentava un’eccellenza nel campo della fibra ottica. La decisione piombò come un macigno e aprì settimane di mobilitazioni. Solo l’intervento di Antonio Foresti, patron della Jcoplastic, ha permesso di scongiurare la dispersione occupazionale: l’impianto è stato rilevato in vista d’una riconversione, con l’assorbimento dei dipendenti che hanno accettato la continuità. Qualche anno prima la scena era stata occupata dalla Treofan. Dopo l’acquisizione da parte del gruppo indiano Jindal, arrivò la chiusura e con essa il licenziamento di 65 dipendenti. La fabbrica rimase chiusa a lungo, simbolo d’una città che vedeva spegnersi un altro presidio industriale. Nel 2020, sempre Foresti rilevò anche quello stabilimento, facendone nascere la Total Green.

Non sempre, però, s’è trovata una via d’uscita. Quasi mai, in verità. Nel 2017 calò il sipario sulla Simer, azienda produttrice di pasticche per freni: 47 dipendenti rimasero senza lavoro e l’anno successivo fu dichiarato il fallimento. Due anni prima, nel 2015, toccò alla FerGom, che realizzava guarnizioni in gomma: 39 le maestranze coinvolte. Nello stesso anno chiuse anche la Btp Tecno, che occupava 89 persone. Il 2014 segnò l’inizio della fine per la Paif e la Termopaif, storiche aziende battipagliesi, e due anni più tardi arrivò il fallimento, con 80 lavoratori lasciati a casa.
27 settembre 2025 – © riproduzione riservata





