Il cedro di piazza Petrone

[di Simona Otranto]

Negli ultimi giorni sono iniziati i lavori di restyling di piazza Petrone, uno degli spazi simbolici nel cuore di Battipaglia. Il progetto di riqualificazione urbana prevede il rifacimento della pavimentazione, il potenziamento della pubblica illuminazione e la sostituzione dell’arredo urbano: interventi che mirano a restituire dignità e bellezza a un luogo che da sempre rappresenta un punto di incontro e di passaggio. Un primo passo che, si spera, potrà condurre in futuro alla tanto auspicata pedonalizzazione delle “Comprese”, un’idea bella e lungamente attesa, di cui si parla da anni.

Ma, al di là dei cantieri e delle trasformazioni estetiche, la mia unica preoccupazione è stata il grande
cedro dell’Atlante
che domina la piazza, proprio di fronte al Santuario di Santa Maria della Speranza, centro spirituale e simbolo non solo della città, ma dell’identità più profonda dei battipagliesi. Questo albero non è una semplice presenza ornamentale. È una testimonianza vivente della storia della città. Fu messo a dimora intorno agli anni Cinquanta, come testimonia una cartolina d’epoca pubblicata nel volume di Francesco Bonito Saluti da Battipaglia: l’immagine mostra la chiesa sullo sfondo e, al centro dell’aiuola circolare, un cedro ancora giovane, quasi fragile. Oggi, a distanza di circa 75 anni, quel giovane alberello è diventato un gigante. Certo, 75 anni sono pochi se confrontati con i secoli che un cedro può attraversare, ma sono abbastanza per intrecciarsi con la memoria di più generazioni. 

Negli ultimi decenni il cedro dell’Atlante sta incontrando crescenti difficoltà, soprattutto negli ambienti urbani. L’aumento delle temperature medie, le ondate di calore prolungate e la maggiore irregolarità delle piogge mettono sotto stress questa specie di albero. Questa è verità. Ma in un tempo in cui tutto cambia in fretta, mentre la piazza viene ridisegnata, custodire e salvaguardare il più a lungo possibile il cedro di piazza Petrone, adottando tutti gli accorgimenti necessari, significa custodire una parte della storia di Battipaglia, fatta non solo di edifici e strade, ma anche di grandi alberi.

Il cedro dell’Atlante (Cedrus atlantica)
è una grande conifera sempreverde originaria delle montagne dell’Africa settentrionale, in particolare della catena dell’Atlante in Marocco e Algeria. È un albero imponente, elegante e molto longevo, capace di superare i 40 metri di altezza e di vivere diversi secoli. Il tronco è robusto e diritto, rivestito da una corteccia grigio-scura, che con l’età si fessura in placche irregolari. La chioma, negli esemplari giovani, è conica e slanciata. Con il tempo diventa più ampia e appiattita, assumendo una forma maestosa e armoniosa, con rami disposti in modo orizzontale. Le foglie sono aghiformi, rigide e appuntite, lunghe circa 2-3 cm. Sono riunite in piccoli ciuffi su corti rametti e hanno un caratteristico colore verde-azzurro, che dona alla pianta un aspetto luminoso e ornamentale.

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