Il balletto delle balle

Il 29 novembre il Presidente della Provincia emana l’ordinanza numero 4 in cui autorizza lo stoccaggio di 2000 tonnellate di rifiuti per 90 giorni nell’ex Stir di Battipaglia. Ciò per sopperire ad un fermo programmato dell’inceneritore di Acerra che non consentirebbe il regolare conferimento delle ecoballe provenienti dallo Stir. Tutto questo produrrebbe, secondo l’ordinanza, inimmaginabili conseguenze per la sicurezza, per la salute dei cittadini e il decoro del territorio, tale da costituire una vera e propria emergenza sanitaria. Quindi non è che non entrano più rifiuti, semplicemente entrano, vengono lavorati con la separazione tra indifferenziato e umido, e rimangono in un capannone dell’ex Stir sotto forma di ecoballe, anziché essere conferite all’inceneritore di Acerra.

Quando facciamo notare che ciò comporta la risoluzione dei problemi per il resto della Campania, ma va a penalizzare la città di Battipaglia, sede dell’ex Stir, arriva la un comunicato stampa della Provincia che precisa che l’ordinanza è una mera reiterazione di quella di giugno (numero 1 del 12 giugno). Non potendo evacuare le ecoballe già presenti da giugno in un capannone dello Stir, si emette una nuova ordinanza per legittimarne la persistenza. Tale reiterazione però non è menzionata nella seconda ordinanza.

Nel frattempo la Sindaca, prima alza la voce, poi, con altro comunicato sposa cautamente la tesi della Provincia.

In fretta e furia viene mobilitata la città per un sit-in davanti all’ex Stir domenica mattina. Presenti un centinaio di persone, politici compresi, la Sindaca telefona al Presidente della Provincia e ottiene l’autorizzazione per una visita dei cittadini all’interno dell’impianto, prevista per il giorno dopo.

Lunedi mattina, ore 11, a produzione ferma, una delegazione di cittadini, comitati e Legambiente, fa visita all’impianto. Ne emerge un quadro molto preoccupante. La fossa di raccolta rifiuti è satura, sono presenti effettivamente le ecoballe di giugno, ma la nuova ordinanza apre alla possibilità di stoccarne ancora. Da una verifica approssimativa ci sono circa 1400 ecoballe già stoccate da giugno (e per le quali sono scaduti i termini), e per 90 giorni sono ancora autorizzati a stoccare nuove ecoballe per 2000 tonnellate.

Quello che ci chiediamo dopo questi due giorni, è innanzitutto la validità del piano regionale dei rifiuti: se si ferma l’inceneritore di Acerra per manutenzione programmata, va in difficoltà l’intera raccolta dei rifiuti in Campania. Non è in alcun modo prevista una alternativa.

Ci chiediamo inoltre come intendano reagire la politica locale e i rappresentanti istituzionali del nostro territorio. I cittadini possono sollevare la questione, mantenere alta l’attenzione, ma non hanno il potere di decidere e non rivestono ruoli pubblici. Anche se si volesse fare opposizione alle ordinanze provinciali, i tempi sarebbero lunghi. La questione a questo punto è esclusivamente politica.

Infine c’è qualcosa che ognuno di noi può fare da subito per contribuire: una raccolta differenziata che riduca al minimo la quantità di secco indifferenziato, fermo restando che in altre zone la raccolta differenziata è irrisoria. Ma tanto Battipaglia raccoglie tutto!

7 dicembre 2018 – © Riproduzione riservata
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