I quattro passi falsi delle zebrette

[di Nino Iesu]

Mettiamo in chiaro una cosa, altrimenti si finisce con l’essere fuorvianti: è la Battipagliese che ha perso il campionato, non gli altri che lo hanno vinto. A dirlo non è un attempato giornalista (o giornalaio, come avrebbe detto scherzosamente qualche caro amico), ma sono i numeri. Quelli sono incontrovertibili, non sbagliano mai. Anzi, per analizzando meglio questi numeri, bisogna specificare che è in casa, al Provenza di Macchia, che la Battipagliese ha perso il campionato. Al netto dei risultati positivi contro le due dirette concorrenti (due pareggi con l’Ebolitana; una vittoria fuori casa e un pareggio in casa con l’Apice), è con le squadre medio piccole che le zebrette hanno lasciato punti per strada che, di domenica in domenica, sono diventati macigni insormontabili.

Quattro le gare incriminate: Pro Sangiorgese, Positano, Castelpoto ed Agerola. Tre sconfitte e un pareggio. Con Pro Sangiorgese e Positano il film è stato lo stesso: avanti due a zero per poi sparire inspiegabilmente dal campo prendendo cinque (la prima volta) e tre reti (la seconda volta). Assurdo. Contro il Castelpoto, gara assolutamente alla portata per la caratura modesta dell’avversario, un pareggio dal sapore beffardo. Con l’Agerola, invece, dopo la sconfitta in Costiera all’andata, nel match di ritorno una sciagurata gestione del risultato ha portato a una sconfitta che ha segnato la fine del percorso di Luigi Vitale sulla panchina della Battipagliese. Non vogliamo menzionare alcune oscenità commesse in trasferta (Virtus Monteforte e Buccino su tutte), ma la delusione massima è arrivata proprio tra le mura amiche. Fortino? Bunker? No, per nulla, purtroppo. Lo stadio Provenza è sembrato più terra di conquista che altro. 

L’altalena di risultati maturati in questo periodo mette un enorme punto interrogativo sul futuro prossimo delle zebrette. Con quali aspirazioni si arriverà ai play off? Con che motivazioni? Con che voglia? E, soprattutto, in che posizione? L’Apice ha un calendario complicato (trasferte a Positano e Buccino non semplici), la Battipagliese leggermente più agevole (due insidie, le trasferte di Santa Maria di Castellabate e Castelpoto); un percorso non semplice per a puntare a rosicchiare i quattro punti che separano i bianconeri dai beneventani e chiudere al secondo posto in classifica, così da affrontare la post season in casa e con due risultati su tre. È questo l’unico obiettivo da provare a raggiungere mentre, al di là del passaggio a livello, nell’anno del centenario festeggeranno il meritato salto di categoria. Meritato perché hanno saputo leggere le situazioni, vedi la sostituzione in sede di mercato del portiere under che dava poche garanzie con un portiere over maggiormente affidabile, e hanno saputo tenere botta nel momento di maggiore difficoltà. Diamo a Cesare quel che è di Cesare.

Nella foto: Guido Abayián (foto di Luca Perillo)

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