I paradossi della libertà

[di Francesco Bonito]

I battipagliesi erano abituati a percorrere una strada con delle voragini tanto profonde che qualcuno ha fatto la fine di Alice nel paese delle meraviglie. Nonostante il manto stradale da Giro delle Fiandre e la lunghezza da tangenziale di Paperopoli, veniva percorsa alla velocità dei giri per la pole a Monza. Tornando seri, il viale della libertà è stato per anni un pericolo per tutti: automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. Tanti gli incidenti, alcuni gravi, uno mortale. Per un pedone attraversare quella malandata striscia d’asfalto era una roulette russa, con le auto che sfrecciavano ben oltre i 50 chilometri all’ora e i semafori spesso fuori uso. Per non parlare delle condizioni dei marciapiedi e della mancanza degli scivoli che agevolano le persone con disabilità e i genitori con i passeggini. Tutto questo fino a dieci giorni fa. 

Oggi i marciapiedi sono stati rifatti, il manto stradale rinnovato, ripristinata la segnaletica orizzontale, ci sono tanti nuovi passaggi pedonali privi di barriere architettoniche; sono stati anche creati dei dossi che inducono gli automobilisti a rallentare (come già da anni in via Domodossola e in via Monsignor Vicinanza). 

Il viale della libertà è diventato più sicuro, per tutti. Gli automobilisti procedono a velocità moderata e rallentano in prossimità delle strisce pedonali, dove i residenti attraversano senza rischiare la pelle: come nel resto del mondo. 

Una buona notizia. Spero che averla riportata e aver evidenziato un piccolissimo passo avanti di Battipaglia non mi collochi, a mia insaputa, nel novero dei sostenitori dell’amministrazione Francese, né mi elevi al rango di oppositore degli oppositori. 

16 aprile 2021 – © riproduzione riservata

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