I moti di Battipaglia ’69 visti dagli adolescenti

Nei primi giorni di aprile, il sindacalista della CGIL Anselmo Botte e Mario Maiorano, presidente dell’associazione Battipaglia 9 aprile 1969, sono venuti all’Istituto Comprensivo Salvemini per raccontarci dei moti battipagliesi del 9 aprile 1969.
Anselmo Botte l’avevamo incontrato quando era venuto a scuola a parlare del suo libro, Il raccoglitore di pigne, e a trattare le tematiche dei migranti.
Maiorano e Botte ci hanno raccontato che nel 1969, a Battipaglia,  alcune fabbriche iniziarono a chiudere, tra cui il tabacchificio e lo zuccherificio. Questi eventi scatenarono una profonda crisi, aumentò il tasso di disoccupazione e i cittadini decisero di scioperare. Durante questa manifestazione la polizia sparò dei colpi in aria ma rimasero uccise due persone, tra cui un diciannovenne che manifestava. 
Il ragazzo, Carmine Citro, l’ultima volta fu avvistato alla stazione ferroviaria insieme agli amici, non immaginava che quel giorno sarebbe stato quello della sua fine. Uditi gli spari la madre del ragazzo immediatamente capì che era avvenuta la fine di suo figlio.
Teresa Ricciardi, l’altra vittima, invece era una docente di trent’anni, aveva un animo gentile e pacato. Affacciata al balcone, fu colpita da un proiettile nel petto che le spaccò il cuore in due. Il giorno dopo ai suoi funerali c’erano anche la TV ed i giornali: questo fu un evento che segnò la storia dell’Italia.
Due morti e parecchie decine di feriti: Battipaglia fu protagonista delle prime pagine dei giornali che “scoprivano” improvvisamente la drammaticità dei problemi del Mezzogiorno.
Sabato 6 aprile, poi, presso l’ex scuola De Amicis, abbiamo visto tutto questo nella mostra fotografica “Battipaglia tra storia e memoria, 1969 – 2019”. In quell’occasione abbiamo incontrato la sindaca di Battipaglia Cecilia Francese, Anselmo Botte, e uno dei curatori della mostra, Raffaele Petrone. Le foto mostrano cittadini disperati e arrabbiati; gente semplice e di tutte le età; momenti di dolore per la violenza poliziesca dopo gli spari.
Dopo la visita della mostra, ci siamo sentiti designati quali portatori della memoria, seppur triste, della nostra cittadina. Quel tempo si sta ripercuotendo su di noi, il passato sta diventando presente, la minacciata chiusura della Treofan sta portando ancora lo spettro della disoccupazione, ciò ci ha invitato a ragionare su molti aspetti positivi e negativi della nostra Battipaglia.
Oggi possiamo affermare che aver rivissuto il passatoci ha dato la consapevolezza di poter intervenire sul presente per avviarci verso un futuro migliore.

Gli alunni della 2a C e 2a
della scuola secondaria di I grado dell’I.C. Salvemini di Battipaglia

19 aprile 2019 – © Riproduzione riservata

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