I “chiodi” di garofano

[di Simona Otranto – erborista]

I chiodi di garofano altro non sono che i boccioli fiorali essiccati di una pianta di origine indonesiana, Syzygium aromaticum (L) Morr. Er Perry, anche conosciuta come Eugenia Caryophyllata Thunberg, da cui il nome Eugenia. Si tratta di un albero sempreverde, alto fino a 10-12 metri, appartenente alla famiglia delle Myrtaceae che cresce spontaneamente in ambienti tropicali, dove il clima caldo umido favorisce il suo sviluppo. Ha un aspetto piuttosto elegante con una corteccia grigiastra e liscia che scurisce con l’età. Le foglie, verde intenso, sono lucide e coriacee ed emettono un profumo speziato caratteristico di tutta la pianta. 

Viene coltivata essenzialmente per la produzione e il commercio dei fiori, raccolti a mano prima che sboccino, ancora in forma di boccioli. Con l’essiccazione assumono una forma caratteristica di chiodo da cui il nome “chiodo di garofano”. Il frutto che segue la fioritura è una piccola bacca di colore violaceo. Da tutta la pianta viene ricavato un olio essenziale ricco di una sostanza, l’eugenolo, preziosa per i suoi utilizzi in medicina, in cucina, in cosmetica ed in profumeria. Parliamo di un principio aromatico e volatile che determina gran parte delle proprietà analgesiche e antisettiche della pianta, oltre a quelle aromatizzanti, aperitive, digestive, stimolanti, carminative

I chiodi di garofano sono impiegati per esaltare il sapore dei cibi, per la preparazione di bevande e liquori, come correttivi dell’odore. L’uso prevalente è per le affezioni di bocca e denti: hanno infatti un’elevata azione disinfettante e anestetica. Classico rimedio è quello di masticare qualche “chiodo” in caso di carie o dolore, e anche per profumare l’alito. Caratteristico è un leggero formicolio alla lingua e alla bocca. Rimane, per tanto, una dei principali ingredienti per la preparazione di dentifrici e collutori. 

Altra importante proprietà da non sottovalutare è quella antifermentativa e disinfettante intestinale. Questa azione si manifesta sia per le peculiarità antimicrobiche dirette (le sostanze contenute nell’olio essenziale sono in grado di penetrare nelle membrane cellulari di batteri e funghi, alterandone la permeabilità fino a inibirne la sopravvivenza), sia per l’azione carminativa. 

Il garofano aiuta a ridurre la formazione di gas intestinali stimolando, allo stesso tempo, la secrezione di succhi gastrici e migliorando i processi digestivi. La preparazione consigliata è quella in forma di tisana. In ogni caso, sia l’olio essenziale che altri preparati a base di chiodi di garofano vanno utilizzati in piccole quantità e in modo moderato.

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