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Gli studenti della Salvemini in Croazia

di NeroSuBianco
25 Febbraio 2016
in Articoli

ErasmusGli alunni dell’Istituto comprensivo Salvemini ed il team di insegnanti coordinato da Rita D’Aquino si preparano a volare in Croazia,  per un’altra tappa del progetto Erasmus Get addicted to happiness, della durata di due anni.
Un percorso lanciato dalla Polonia, che vede coinvolte sei nazioni, nato per cercare di abbattere le barriere che ostacolano la ricerca di quella serenità che dovrebbe essere prerogativa essenziale per ogni ragazzo che si affaccia alla vita attraverso la scuola.
Get addicted to happiness è per cercare di creare una strada comune e condivisa che conduca i ragazzi alla felicità, affrontando tutte quelle complesse situazioni, come il bullismo, le difficoltà familiari, i disturbi alimentari, attraverso lo scambio culturale e di esperienze. «Questo Erasmus ci permette di confrontarci con chi vive in paesi diversi dal nostro su tutti quegli argomenti tipici della nostra età, dallo sport all’alimentazione, dai problemi a scuola a quelli in famiglia – raccontano gli allievi dell’istituto, che dal prossimo 6 aprile saranno accolti da famiglie croate per una settimana e frequenteranno la scuola insieme ai ragazzi del posto – , e comunicare in inglese ci permette di apprendere ed utilizzare al meglio questa lingua essenziale per il nostro futuro».
Questo, che vede coinvolti i ragazzi dagli undici ai tredici anni, non è l’unico progetto Erasmus intrapreso dall’Istituto Salvemini, che ha accolto anche l’invito dell’Estonia a partecipare, con altre nove nazioni europee, ad un lavoro di ricerca di nuove metodologie per supportare i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria – dai tre ai sette anni – attraverso l’utilizzo delle Personal Dolls. Queste bambole di pezza, che entreranno in classe e racconteranno, attraverso l’insegnante, le proprie storie ed esperienze e che saranno pronte a rispondere, tramite le maestre, ad ogni domanda e curiosità dei bambini, consentiranno ai piccoli di tirar fuori dubbi e difficoltà, aiutando le insegnanti a conoscerli meglio.

26 febbraio 2016 – © Riproduzione riservata
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