Gli immunostimolanti naturali

Ogni organismo reagisce all’attacco di un agente estraneo opponendo dei meccanismi di difesa.  Dobbiamo fare una distinzione tra immunità naturale e immunità acquisita. La prima è l’insieme di quelle difese naturali che ognuno di noi possiede e che è aspecifica, ossia incapace di discriminare tra i vari agenti. Altri meccanismi di difesa sono invece attivati dall’esposizione all’agente estraneo, sono specifici per ogni singolo agente e aumentano d’intensità ad ogni singola esposizione all’agente stesso (immunità acquisita). Senza entrare nel tecnico, a differenza dei vaccini, gli immunostimolanti agiscono con un meccanismo aspecifico che prevede l’attivazione di cellule e di fattori umorali aspecifici. In parole povere, gli immunostimolanti stimolano la risposta delle cellule del nostro sistema immunitario in maniera aspecifica, ossia in generale nei confronti di qualsivoglia attacco esterno. Sia chiaro, tutti siamo dotati di un sistema immunitario che ci protegge: gli immunostimolanti cercano di normalizzare funzioni carenti e l’effetto dipende dalla sensibilità della popolazione cellulare individuale.
Le piante che stimolano il sistema immunitario sono numerosissime: il 90% è dato da piante superiori, la restante parte da alghe, funghi e licheni. Tra le principali citiamo l’Echinacea, L’Astragalo, L’Andrografis, L’Aloe, il Ganoderma. La principale applicazione di queste piante consiste nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni non complicate del tratto respiratorio superiore, come l’influenza e il raffreddore.
Mi soffermo in particolare sull’Echinacea: la pianta sulla quale ci sono più studi scientifici in merito. Dato il momento storico e l’aumentata richiesta di immunostimolanti vorrei sottolineare due cose: l’Echinacea stimola le cellule del sistema immunitario in modo differente. Non determina l’aumento della produzione di anticorpi. Aumenta però la produzione di linfociti T e di macrofagi. Si ritiene pertanto che aumenti l’azione fagocitaria. Inoltre, l’Echinacea possiede attività antivirale dimostrate. Tale attività è stata riportata sia per estratti acquosi che alcolici. L’incubazione di questi estratti determina l’inibizione dei virus influenzali, dell’herpes e del virus della sifilide. 
E per il coronavirus? Risulta efficace nella riduzione della capacità penetrativa?
A questa domanda non è possibile dare una risposta. Non lo sappiamo. Alle persone che in questi giorni ci rivolgono questo quesito non possiamo dare nessuna risposta scientifica.

Loredana Otranto

7 marzo 2020 – © Riproduzione riservata

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