Tutti insieme appassionatamente. La cittadella sanitaria, no? Guardia medica, Cassa mutua, ospedale, pronto soccorso, igiene mentale, Serd, consultori vari. Tutti giù a Fiorignano, nel palazzone di fianco all’ospedale. E dice che in quel complesso ci sono ancora un po’ di piani liberi, buoni a ficcarci, che ne so, una scuola, un paio d’asili, qualche ufficio comunale, un centro di riabilitazione, la sezione Acli “Amici d’ogni santo”, una piscina termale e lo stadio della Battipagliese.
Ah, la potenza dell’ottimizzazione. Non so se v’è chiaro, ma metti che un paziente centenario riesca a farsi quei due chilometri per andare da casa all’ambulatorio dell’urologo convenzionato, una volta finita la visita, a pochi passi, c’è già il medico per la prescrizione. Poi, svoltato l’angolo, se proprio le medicine non funzionassero, c’è il pronto soccorso. E se invece non riesce a farsela, quella strada a piedi sotto il sole, e capita l’accidente irrisolvibile, comunque il tragitto prevede si transiti accanto ad almeno un paio d’agenzie d’onoranze funebri.
Tutto previsto, pianificato, organizzato. Tutto rientrante nella come si chiama, là, attivazione delle Case di Comunità, che sarebbe sempre la Guardia medica ma rinfrescata con parole indiscutibilmente più belle. Che poi per carità, non è materia mia ma l’interrogativo subentra sempre: che tipo di problemi avrebbe, la palazzina in via De Amicis, per essere stata dichiarata inadatta alla bisogna? E una volta sloggiati i servizi che ospitava, che ne sarà di lei? Sarà convertita, ridata a un eventuale proprietario, o rasa al suolo come le Fiorentino per farci un miniparcheggio con due giostrine mignon per i soli bimbi dotati d’un eccezionale spirito d’adattamento?
Comunque: dice che c’entrerebbe pure il PUC, per quel fatto che i vecchi locali erano, per l’appunto, inadeguati, ma pare non se ne possano costruire dei nuovi. Almeno, non se sono utili. Perché poi il PUC è categorico, intransigente, spartano. Per quanto non esista ancora. Cioè no: esattamente per quello. Perché senza di lui, in fatti del genere ci puoi mettere mano solo se l’intervento non richiede nuove costruzioni o varianti urbanistiche. Totale: non so se s’è capito, ma siamo riusciti finanche a dipingere d’un che di lungimirante e futuristico un’operazione cui siamo obbligati da un pantano urbanistico che ci immobilizza dal ’72. Geniali.
E comunque, per la stessa ratio, va da sé che d’ora in avanti, per qualunque nuova attività necessitasse di nuovi edifici che non si possono costruire, si potrà sempre chiedere d’ubicarla in quel palazzone Asl. Un cinema multisala, ad esempio. Una pizzeria su più livelli, una palestra, una piscina. Eccetera. Tempo un paio d’anni e quella zona là ce la invidieranno in tutta Europa, sarà meglio del villaggio Volkswagen a Wolfsburg.
A quel punto, l’unico problema resteranno i posti auto. Una simile affluenza, con migliaia d’avventori a qualunque ora del giorno e della notte, richiederà zone estese in cui parcheggiare, per cui attendiamoci un’ulteriore riqualificazione degli spazi circostanti: il tratto d’autostrada tra Eboli e Battipaglia, per dire. Con appalto sempre all’ACI: che a questo punto, con buona pace di Elon Musk, potrà quotarsi in borsa e diventare la prima associazione multimiliardaria del pianeta.
11 luglio 2026 – © riproduzione riservata




