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Duomo di Salerno

di Eliana Ferraioli
21 Marzo 2019
in Articoli

[di Eliana Ferraioli]

È giunto il momento di riprendere la nostra piccola rubrica sulle eccellenze campane da potervi proporre per i vostri week-end fuori porta. La prima meta che vogliamo proporvi è Salerno con il suo bellissimo Duomo, facilmente raggiungibile da Battipaglia sia in auto che in treno.
La Cattedrale fu costruita tra il 1080 e il 1085 per volere di Roberto il Guiscardo (famosissimo condottiero normanno che aveva conquistato il Principato di Salerno alcuni anni prima) sui resti di un’antica chiesa paleocristiana (dedicata a Santa Maria degli Angeli), all’interno della quale furono rivenute le reliquie di San Matteo, patrono della città.
Il Duomo fu edificato sul modello dell’Abbazia di Desiderio a Montecassino, con una pianta di tipo basilicale composta da tre navate longitudinali, un transetto e un quadriportico. Il suo aspetto attuale, invece, corrisponde per ampia parte alla ristrutturazione barocca, avviata dopo il terremoto del 1688.
Il Duomo è preceduto da una facciata in stile barocco, del cui antico prospetto resta il portale, detto Porta dei Leoni grazie alla presenza di due statue ai lati degli stipiti raffiguranti un leone (simbolo della forza) e una leonessa che allatta un leoncino (simbolo della carità). Secondo una leggenda tramandata anticamente, durante un’invasione saracena questi due leoni presero vita miracolosamente per poter difendere la Cattedrale dai pirati che volevano profanarla.
Il portale della facciata immette ad un ampio atrio, e su uno dei lati di esso si trova la Porta in Bronzo, che consente l’accesso alla chiesa. Questa porta, fusa a Costantinopoli nel 1099, presenta al centro, oltre a una teoria di santi, tra i quali spicca San Matteo, la raffigurazione simbolica di due grifi che s’abbeverano ad un fonte battesimale (il grifo non allude soltanto all’immortalità dell’anima, è anche simbolo della famiglia normanna degli Altavilla, cui apparteneva Roberto il Guiscardo). Questa porta anticamente era ricoperta in oro ed argento, e per tale motivo, nel Medioevo, il chiostro era definito lo Paradiso. 
All’interno della basilica, dove a predominare è lo stile barocco, tutto è grandioso e solenne: basti pensare ai giganteschi pilastri che separano le navate; alle absidi rivestite di bellissimi mosaici, e infine, ai monumenti sepolcrali dedicati a grandi arcivescovi e a illustri cittadini salernitani.
Di grande valore artistico è la cripta che custodisce le spoglie mortali di san Matteo, oltre ai resti dei SS. Martiri salernitani Fortunato, Gaio, Ante e Felice, e le reliquie dei Santi confessori. Essa ha perduto lo stile originario romanico per acquisire, per opera di Domenico Fontana, lo stile barocco, che le conferisce un aspetto di grande bellezza e di austera solennità. 
Il luogo intorno al quale ruotano tutti gli altri spazi della chiesa è il sepolcro di San Matteo, situato al centro della cripta, e sormontato da un elegante e ricco baldacchino, ornato dagli stemmi dei reali di Spagna, dove troneggia una statua bifronte del santo patrono, realizzata in bronzo all’inizio del Seicento.
Sia il Duomo di Salerno che la cripta sono visitabili gratuitamente tutti i giorni.

23 marzo 2019 – © Riproduzione riservata

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