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Diventare destinazione turistica: l’esempio di Olevano sul Tusciano

di Elisa Sarluca
5 Febbraio 2020
in Articoli

[di Elisa Sarluca]

In un Sud che fatica a risollevarsi dalle difficoltà dell’economia, che purtroppo interessano anche il settore turistico, c’è ogni tanto qualche buona notizia.  La Fondazione Cassa Rurale Battipaglia, insieme alla Banca Campania Centro, ha lanciato Il progetto “Olevano sul Tusciano: destinazione turistica”, finalizzato a organizzare e potenziare l’offerta turistica di Olevano sul Tusciano. Nell’ambito del progetto è stato conferito al professore Rosario D’Acunto, docente universitario di economia aziendale, l’incarico di mettere a sistema gli attori e le risorse locali per vivacizzare l’intero sistema economico direttamente o indirettamente beneficiato dall’incremento del turismo. Dal primo rapporto semestrale emergono interessanti prospettive di sviluppo: negli ultimi mesi è migliorata l’attrattiva turistica di Olevano sul Tusciano, grazie a un più efficiente coordinamento tra hotel e altre strutture di accoglienza, attrazioni monumentali e archeologiche, risorse naturali, ristorazione e servizi, e all’attivazione di iniziative finalizzate alla riscoperta e riqualificazione del patrimonio identitario locale.
Una comunità di 70 operatori professionisti e volontari del turismo, insieme a 12 giovani del servizio civile, si sono riuniti nel gruppo whatsapp “Turismo Olevano” per pianificare le azioni progettuali di sviluppo strategico finalizzate ad accrescere la domanda ed elevare la qualità dell’offerta turistica. 
L’idea è adottare un approccio integrato, valorizzando il patrimonio ambientale e identitario, puntando anche sui prodotti tipici e sulla ristorazione. Alla base del progetto, azioni mirate a rendere più attraente la decisione di restare a vivere e lavorare nel territorio, educando la popolazione residente a parlare nuovi “linguaggi ospitali”, puntando sulla sinergia tra gli operatori, la qualità dell’accoglienza, la qualità urbana, la distintività del territorio e l’autenticità locale. 
Alle storiche iniziative congiunte tra comune e parrocchia per organizzare eventi di aggregazione nella Grotta di San Michele Arcangelo (nella foto), si sono aggiunti nuovi eventi come “Olevano in Fiore”. 
La Fondazione Cassa Rurale si è già interessata nel 2018 alla Grotta, con un convegno internazionale dal titolo “La Grotta di San Michele ad Olevano sul Tusciano” (gli atti del convegno saranno a breve pubblicati in un volume edito dall’importante casa editrice Viella). L’evento ha coinvolto studiosi, istituzioni e mondo produttivo; tutti hanno auspicato un percorso finalizzato alla candidatura per il riconoscimento di patrimonio Unesco del sito, che rappresenta una delle più importanti testimonianze dei pellegrinaggi internazionali nell’Alto Medioevo. 
Un recente rapporto Censis ha definito gli italiani, più che borghesi, “borghigiani”, nel senso che sono attratti dai borghi, dai centri storici, dai piccoli paesi. Ad Olevano Sul Tusciano lo hanno capito per tempo e si stanno muovendo per diventare un esempio di eccellenza.

Elisa Sarluca

7 febbraio 2020 – © Riproduzione riservata

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