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Dall’innamoramento all’amore

di Anna Cappuccio
10 Luglio 2020
in Articoli

[di Anna Cappuccio, psicologo clinico, psicoterapeuta]

L’attrazione e l’incontro con l’altro ci fanno entrare in una dimensione magica e di inspiegabile meraviglia. Ci sentiamo inondati da un sentimento di leggerezza e di felicità così impetuoso da farci sentire a tratti disorientati e sconosciuti a noi stessi. La persona da cui ci sentiamo attratti sembra perfetta e prende corpo nella nostra mente in modo fortemente idealizzato: nessuno come lei è in grado di comprendere, di accogliere le nostre ansie, di coprire le nostre insoddisfazioni. Il sentimento inebriante dell’innamoramento, infatti, estende a dismisura gli aspetti positivi del partner e della relazione e minimizza i contrasti e le spigolature. Questo momento è fondamentale, perché ci permette di aprirci all’altro e stimola la curiosità di conoscere una persona ancora sconosciuta. Non è detto, però, che questo momento idilliaco ci traghetti verso un amore e un rapporto di coppia stabile. Può accadere, infatti, che la passione si dissolva portando alla fine della relazione appena iniziata, perché sentiamo che quell’amore non è sufficientemente profondo e perché cominciamo a vedere nel partner difetti o mancanze che ci fanno disinnamorare. In realtà, la possibilità di passare dall’attrazione ad un amore più profondo dipende non solo dalle caratteristiche del partner, ma anche da noi. Questo passaggio può avvenire, infatti, solo se accettiamo di affrontare il baratro della disillusione, se accettiamo, cioè, di vedere l’altro non più perfetto e, quindi, diverso da come lo avevamo immaginato all’inizio del rapporto, con desideri e bisogni che possono non coincidere con i nostri.
Capita così, che molte storie d’amore finiscano perché non si riesce ad accettare il partner visto nelle sue sfaccettature di pregi e difetti. Altre volte, invece, cediamo all’idea di cambiare il partner in modo da renderlo conforme alle nostre aspettative, intrappolandoci in relazioni dolorose e impossibili. Se, invece, accettiamo il partner per quello che è e con i suoi modi di essere, se lo accogliamo nonostante le aspettative iniziali siano state deluse, potremo aprirci ad un amore più stabile e concreto dove sia possibile sperimentare non solo l’impetuosità della passione, ma anche altri aspetti come l’intimità, il sentirsi accettati con le proprie debolezze, la condivisione di fronte agli impegni della vita. Questo può permetterci di sperimentare un rapporto di coppia capace di contenere sia piaceri che dispiaceri e una relazione amorosa che sia uno strumento di crescita personale. In questo modo il partner porta nella relazione la possibilità di confronto e quella quantità di conflitto necessaria per permetterci di guardare le cose da angolature diverse e spingerci verso dimensioni per noi nuove e ancora non sperimentate. In questo modo potremo sperimentare un amore non perfetto, ma gratificante e capace di sopravvivere al tempo.

Nella foto: March Chagall, Gli amanti di Vence

11 luglio 2020 – © Riproduzione riservata

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