Consiglio regionale: i cinque candidati “battipagliesi”

[di Carmine Landi]

Cinque candidature, un’unica corsa. E pochi supporter tra i referenti istituzionali locali, che preferiscono guardare “fuori dal comune”. Le elezioni regionali del 23 e 24 novembre portano a galla un dato che, da solo, racconta un pezzo della storia politica battipagliese: la città, da decenni snodo socioeconomico della Piana del Sele e baricentro di una comunità che supera i confini amministrativi, torna a giocare una partita a viso aperto sperando di conquistare un posto nel Consiglio regionale della Campania. E lo fa con una pattuglia variegata, trasversale, che abbraccia l’intero arco politico: dal centrodestra al Campo largo. Non è un dettaglio da poco: la presenza simultanea di cinque aspiranti consiglieri con radici, biografie o militanze legate alla città ridisegna gli equilibri locali, spinge (pochi) rappresentanti consiliari cittadini a esporsi e mette i partiti davanti al lento riassestamento di una geografia politica che, negli ultimi anni, ha vissuto scissioni, ricomposizioni e nuovi assetti. Dei cinque, tre sono “esordienti”, mentre i due “uscenti” cercano la riconferma in Consiglio regionale.

Iniziamo con Gabriella Nicastro Mellone, consigliera comunale, docente universitaria, erede di una famiglia profondamente radicata nell’agricoltura battipagliese. Corre con Fratelli d’Italia, nella coalizione che sostiene Edmondo Cirielli. In Consiglio comunale può contare sul sostegno esplicito dell’ex presidente del civico consesso Franco Falcone. Eletta nel 2021 con Etica per il buon governo, ha da poco lasciato la maggioranza Francese, rivendicando una posizione “responsabile”, senza fratture definitive. La sua linea guarda all’ambiente, alla sicurezza e alla prosecuzione dei progetti avviati da Cirielli ai tempi della Provincia. Parole d’ordine: «Porterò avanti il programma di Cirielli, partendo dall’ambiente e dalla sicurezza. Il mio obiettivo sarà far crescere la Piana del Sele a 360 gradi», ha detto all’atto della presentazione della candidatura. 

Nello stesso campo politico del centrodestra corre Annalisa Spera, candidata con Forza Italia. Operatrice specializzata nei servizi integrati per il Real Estate, giornalista, presidente dell’associazione Battipaglia Radici e Valori, porta avanti una campagna misurata, lontana dai proclami. «Non faccio del populismo, il tempo delle promesse è finito», ripete. La sostiene una buona parte di Civica Mente, formazione storicamente attiva nella dialettica consiliare, oggi divisa tra lei e Volpe. Annalisa Spera si propone come presenza costante, «pronta a dire “no” quando le scelte istituzionali potrebbero rivelarsi dannose per la città e la nostra area di riferimento».

Sul fronte opposto, nella coalizione progressista che sostiene Roberto Fico, spicca Francesca Napoli: avvocata, assessora alle Politiche giovanili, inclusione e polizia municipale. Ha già esperienza di governo cittadino: nella scorsa consiliatura fu assessora al Commercio; in quella attuale è stata prima consigliera comunale, poi in Giunta. La sua candidatura con la lista A Testa Alta è sostenuta dal presidente del Consiglio comunale Angelo Cappelli e dalla consigliera Feliciana La Torre.
Napoli ribadisce: «Battipaglia è la città dove sono nata e dove ho scelto di vivere, è il mio punto di partenza, ma il mio impegno abbraccia un territorio più vasto, fatto di speranze e diritti che non possono restare inascoltati».

Gli ultimi due candidati sono battipagliesi d’adozione, per via dell’abituale frequentazione o per legami professionali con Battipaglia.
Andrea Volpe, consigliere regionale uscente, questore alle Finanze del Consiglio e figura nota nel mondo della comunicazione. È di Bellizzi, sì, ma metà della sua famiglia è battipagliese, città che frequenta spesso e dove, tra l’altro, è nato. È candidato nella lista Avanti Campania Partito Socialista Italiano, all’interno del Campo largo che appoggia Fico. Volpe mette sul tavolo una rete di relazioni costruita negli anni tra marketing, radio, televisione ed eventi culturali come il suo “Fabula”. In Consiglio comunale conta sul sostegno di Alessio Cairone e di una parte di Civica Mente.
La sua campagna punta sulla “visione”: «Esserci per tutti, capire e guidare i processi su turismo, rete territoriale, sviluppo industriale, leggere i mercati». La stella polare, però, è sempre la stessa: «Al centro ci sono i giovani, non come strumento, ma come valore».

Per ultimo, ma non ultimo, Michele Cammarano, storico esponente del Movimento 5 Stelle, consigliere regionale uscente e militante della prima ora. È di Capaccio Paestum, ma Battipaglia è la città dove ha studiato, vissuto e lavorato. Non ha sponsor in Consiglio comunale: la sua forza sarà la base pentastellata. Cammarano rivendica un lavoro quotidiano silenzioso ma concreto: sanità pubblica, tutela ambientale, aree interne, sicurezza. «Ho ascoltato e portato in Regione le istanze di chi non ha voce», dice, chiedendo agli elettori continuità.

Cinque candidature, cinque percorsi che si intrecciano con la storia politica recente della città. Il voto non decreterà soltanto chi varcherà la soglia del Consiglio regionale, ma misurerà il peso delle reti civiche, l’influenza dei gruppi consiliari, il grado di radicamento territoriale dei partiti tradizionali e delle nuove formazioni. In una città che vive tra emergenze ambientali, grandi opere ferroviarie, piani industriali e una macchina amministrativa chiamata a ridefinire il proprio futuro, il risultato delle urne dirà chi avrà la responsabilità – e il compito – di portare la sua voce nei luoghi dove si decide davvero.

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