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Come a scuola

di Francesco Bonito
27 Febbraio 2026
in Articoli

[di Francesco Bonito]

Il match tra maggioranza e opposizione è stato in bilico fino all’ultimo: è finito 13 a 12 per chi governa. Decisivo il voto della sindaca. Lo scorso 23 febbraio, Cecilia Francese ha potuto constatare che il parlamento cittadino è diviso perfettamente a metà: per 12 consiglieri comunali lei deve continuare a ricoprire il suo incarico, per gli altri 12 dovrebbe posare la fascia tricolore. Metà Consiglio comunale la promuove, metà la boccia. Proprio mentre scrivo la parola Consiglio (con la maiuscola, col doveroso rispetto per l’istituzione), mi torna in mente il consiglio di classe. Ricordate? Ogni fine quadrimestre (o trimestre, per i più vintage) si teneva (e si tiene tuttora) la riunione di tutti i docenti di una classe, convocati per lo scrutinio, l’ingrato compito di decidere il voto nelle varie materie di ogni studente. Dalla discussione al suo interno dipendevano le pagelle di tutti; un terreno di confronto e a volte di scontro, proprio come capita nel Consiglio comunale. Così come a scuola, nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 febbraio, dopo uno “scrutinio” molto movimentato, il Consiglio ha dato i voti e la sindaca ha avuto la sua pagella. 

Ai tempi della scuola il numero delle insufficienze pesava e incideva sui toni del “colloquio” con i genitori contestuale alla consegna della pagella; era doveroso che i voti alti superassero di gran lunga quelli inferiori al 6. E se le insufficienze erano numerose la conversazione virava verso un confronto dai toni meno anglosassoni. In quei casi scattava una punizione oppure il “reo” prometteva solennemente di riscattarsi con un secondo quadrimestre esemplare per dedizione e sacrificio. 

Quel che è accaduto nella votazione sul Bilancio non è così diverso da quel che accade a scuola: lo scrutinio del 23 febbraio non è altro che, mutatis mutandis, la pagella emessa dai 24 componenti del Consiglio; i voti dei consiglieri indirettamente esprimono anche una valutazione sul “rendimento amministrativo” di Cecilia Francese negli ultimi 4 anni. Ci sono 12 sufficienze, ma ci sono anche ben 12 evidenti insufficienze. 

Sicché, la “studentessa” Francese deve prenderne atto e far sapere come intende agire in quest’ultimo quadrimestre (lungo 12 mesi). È pronta ad analizzare i motivi di una pagella così insoddisfacente? È disposta a riconoscere le carenze che le vengono addebitate? Promette di impegnarsi di più nelle materie in cui – secondo la metà del Consiglio – ha mostrato lacune? 

Alla sindaca non difettano determinazione e testardaggine, lo ha dimostrato in questi 10 anni. Qualità inefficaci, quando non dannose, se non accompagnate dalla consapevolezza di dover migliorare, dalla scelta di non ricorrere agli alibi e, soprattutto, dalla volontà di ascoltare. L’ultimo quadrimestre si annuncia lungo e irto di difficoltà, anche perché alla fine la pagella – e questo la sindaca lo sa bene – la daranno tutti i battipagliesi, non solo i 12 fedeli compagni di cordata. E non sono previsti esami di riparazione: si è promossi o bocciati.

28 febbraio 2026 – © riproduzione riservata

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