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Colpi di tosse

di NeroSuBianco
23 Novembre 2017
in Articoli

È con la febbre uno dei motivi più frequenti di richiesta di visita pediatrica: la tosse. Si ricomincia ogni anno a settembre con la riapertura delle scuole e si finisce a giugno con la loro chiusura. L’inizio della frequenza in comunità favorisce la socializzazione dei bambini e quella dei virus. Le conseguenze sono un fiorire di starnuti, nasi che colano, catarri, mal di gola, febbri e tossi. Che sono sempre brutte, anzi bruttissime: pochi i genitori che usano l’espressione “mio figlio ha una bella tosse”. Ma il dramma è che, ad ogni episodio di tosse, il primo pensiero che balena nella mente dei genitori è: “… e se fosse bronchite?”. Non è possibile che ad ogni banale raffreddore i bambini vengano sottoposti a ripetute visite pediatriche e terapie inutili solo perché si ha paura che dietro ad ogni tosse possa nascondersi una bronchite. Che poi, se anche fosse, nell’ottanta percento dei casi essendo di natura virale andrebbe via comunque da sola dopo circa 2 settimane (ma chi, al giorno d’oggi, ha la pazienza di aspettare?).
È stato calcolato che ogni bambino in un anno può avere normalmente dai 35 ai 72 giorni di tosse. Spesso capita di visitare bambini costretti dai genitori al classico pellegrinaggio: pediatra convenzionato, pronto soccorso  con  probabile radiografia del torace, pediatra privato solo perché la tosse non passa. In genere ogni passaggio è segnato da terapie antibiotiche e cortisoniche somministrate come se fossero acqua fresca. I bambini con genitori fumatori sono quelli che vanno più spesso incontro a fenomeni catarrali e quindi a tossi incessanti. Accade che lo stesso bambino con tosse, portato a visita il giorno prima dai genitori preoccupati (?), il giorno dopo lo si veda a passeggio o peggio in auto con gli stessi genitori che con totale noncuranza fumano nell’abitacolo dell’auto trasformandolo in una camera a gas.
Sono questi i genitori che quando si chiede loro: “Fumate in presenza del bambino?” rispondono: “No… fumiamo solo fuori, sul balcone”. Ignorano, o fanno finta di ignorare,  che già il solo fumo di “terza mano”, quello che rimane appiccicato agli abiti e che si avverte subito appena entrano in ambulatorio, basta per abbassare le difese immunitarie ed aumentare la frequenza delle infezioni respiratorie e delle allergie nei loro bambini. Nel fumo sono contenute circa 4mila sostanze chimiche diverse e per la maggior parte tossiche, irritanti e cancerogene. Se si considera poi che la qualità dell’aria che si respira nelle nostre città è già scadente di suo, il fumo di sigaretta non può che peggiorare la situazione.
La tosse è un meccanismo protettivo e difensivo essenziale, la cui azione assicura la rimozione dalle vie aeree di muco, sostanze nocive, microorganismi e corpi estranei accidentalmente inalati. La compromissione o l’assenza della tosse sono condizioni entrambe potenzialmente dannose o addirittura fatali. Le infezioni delle vie aeree superiori ed il raffreddore sono le principali cause della tosse acuta, definita come tosse di recente comparsa che può durare fino a tre settimane. Il trattamento consiste nel pulire il nasino con soluzioni saline, alzare il cuscino quando il bambino dorme in modo da evitare lo scolo del muco in gola ed affidarsi ai rimedi della nonna come il miele: solo quando la tosse è particolarmente disturbante si può ricorrere ai farmaci sedativi.
Si parla di tosse cronica o protratta quando tale sintomo persiste oltre le 4 settimane. Le cause più frequenti  di tosse cronica nei bambini sono quella post-infettiva (dopo raffreddori ripetuti) e quella da ipersensibilità dei recettori della tosse. Seguono le tossi da bronchite batterica protratta, da asma bronchiale, da rinosinusite, da tracheo-broncomalacia, da bronchiectasie, da inalazione di corpo estraneo, da reflusso gastroesofageo e la tosse psicogena.
Meno frequenti nel bambino sono le tossi da fibrosi cistica, deficit immunitari, disturbi primari ciliari, aspirazione polmonare ricorrente, tubercolosi, malformazione toracica congenita, malattia polmonare interstiziale, neoplasie.

24 Novembre 2017 – © Riproduzione riservata
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