Civica Mente: no altro cemento!

Sacchi di cemento dinanzi al portone della Casa comunale di Battipaglia. Una protesta che assume le forme di una provocazione da parte dell’associazione Civica Mente in occasione dell’ultimo consiglio comunale, che si è tenuto lo scorso 7 settembre. Il motivo? L’ok dato dall’assise cittadina a tredici nuovi palazzi per un totale di 104mila metri cubi di cemento. Contro questa decisione del consiglio comunale c’è la netta opposizione dell’associazione politica battipagliese, espressa duramente anche dalle parole di Valerio Giampaola: «Autorizzare nuove insediamenti abitativi non credo risponda a una necessità inderogabile, visto che Battipaglia è in calo demografico da 15 anni. Quella portata avanti dall’amministrazione Francese è una scelta assolutamente opinabile».
Eppure alla definizione di “colata di cemento” utilizzata più volte proprio durante il consiglio comunale, la sindaca ha opposto la significativa possibilità di riqualificare alcune zone della città, con annessi spazi pubblici. Insomma non solo appartamenti. Ma anche a questa posizione sempre Civica Mente chiarisce: «Quando il sindaco parla di riqualificazione urbana è evidente che non ha sott’occhio la situazione della città. Restiamo negli standard delle percentuali di verde pubblico perché sussiste la parte agricola della città, la litoranea e la zona del Castelluccio. Recuperare gli standard urbanistici, quindi, non vuol dire autorizzare la costruzione di ulteriori palazzi. Piazzare un anfiteatro e spacciarlo come una grande opera di riqualificazione vuol dire costruire l’ennesima cattedrale nel deserto, a discapito di una vivibilità che passa sempre per il cemento».
La questione immediatamente richiama il Piano Urbanistico Comunale che, ad oggi, sembra in una fase di stallo. La vicenda sembra essere squisitamente politica, secondo Giampaola: «Questa amministrazione è da 5 anni che si sta vantando di dover mettere mano al Piano Urbanistico Comunale che si attende in città dal 1973. Ora, a pochi mesi dalla fine della consiliatura, decide di autorizzare 104mila metri cubi di cemento, senza passare per il Piano Urbanistico. Che fretta c’era? Se è vero che si sta lavorando al PUC, che venga subordinato a quest’ultimo, considerando che queste istanze edilizie potevano ancora attendere».

Francesco Celetta

Nella foto: Ugo Tedesco e Valerio Giampaola

17 settembre 2020 – © Riproduzione riservata

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