Cecilia Francese ammette: «Si poteva fare di più»

[di Carmine Landi]

«Ho pensato anche a dare le dimissioni, se può servire a dare una scossa». Cecilia Francese lo dice con calma, ma senza giri di parole. La crisi politica che attraversa la maggioranza è concreta, e la sindaca ammette che il momento non è dei più semplici. A scatenare lo strappo, secondo la prima cittadina, sarebbe anche un certo disallineamento tra la volontà dei consiglieri e il passo della macchina amministrativa. 

«Indubbiamente – osserva Francese – ci sono giovani che per la prima volta si trovano a ricoprire il ruolo di consigliere comunale e non accettano i tempi della pubblica amministrazione. Siamo tutti presi dalla voglia di fare di più». Poi rivendica: «Ho vissuto momenti peggiori. Con la vecchia amministrazione non avevamo un euro: eppure abbiamo appianato 40 milioni di debiti e siamo usciti dal riequilibrio. Nel secondo mandato abbiamo assunto quindici nuove professionalità solo per l’Ufficio tecnico. Abbiamo voluto potenziarlo, e oggi si vede». 

La sindaca difende i risultati ottenuti: «Abbiamo intercettato i fondi Pnrr perché abbiamo spinto gli uffici a candidarsi. Siamo tra i Comuni virtuosi nel rispetto degli impegni. E, avendo un avanzo di amministrazione, abbiamo potuto anticipare le risorse». A chi le fa notare che negli anni non sono mancati abbandoni nella sua maggioranza, replica così: «Forse qualcuno entra nella logica del “voglio che si faccia questa cosa e allora la si deve fare”, ma io guardo a ciò che è stato fatto. Non è colpa del sindaco. Certo, si poteva fare di più, e sono la prima a dirlo. Ma gli uffici, rispetto a dieci anni fa, hanno meno personale. E nonostante questo si è lavorato molto: strade, opere pubbliche…». 

Quanto allo strappo consumatosi con il gruppo dei quattro: «Probabilmente vogliono staccarsi dal sindaco. Parlano di scarso coinvolgimento. Ma uno scollamento tra giunta e consiglio è doglianza usuale anche altrove». Francese, intanto, annuncia di aver chiesto agli uffici «di accelerare su Piazza Madonnina e sul Puc: entro fine mese ci sarà la determina e si andrà avanti con Mate. I lavori per le comprese e per il cimitero finiranno entro fine anno. Bastava trovare quattro o cinque punti da portare avanti fino a fine mandato: c’era bisogno di fare tutto questo?». 

Sul gelo tra i consiglieri fuoriusciti e l’assessore Pietro Cerullo, la sindaca è netta: «Pietro ha preso più di 400 voti. È sempre disponibile: lo sanno tutte le associazioni. È un assessore che gira per strada, l’assessore per antonomasia. Grazie ai suoi voti sono scattati due consiglieri in Etica, e con il suo ingresso in giunta è entrato anche il primo dei non eletti. Quei voti vanno rispettati». Quanto ai sospetti sul Pd come possibile stampella, Francese taglia corto: «Non è vero. Non credo sia stata una cosa voluta».

Nella foto: la sindaca Cecilia Francese

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