
Fine dei giochi. È finita ad Apice nel modo più assurdo e amaro la stagione 2025-2026 della Battipagliese. Alla squadra sannita, meglio posizionata nella regular season, basta il pari al termine dei tempi supplementari per staccare il biglietto per la fase nazionale dei playoff; tra quindici giorni affronterà la corazzata Taranto, andata in Puglia e ritorno in Campania. Un pass che la Battipagliese avrebbe meritato per quanto fatto e dimostrato negli ultimi due mesi di campionato (otto vittorie consecutive), ma non per quanto fatto e dimostrato durante il match contro l’Apice. Squadra attendista, poco cattiva e mai realmente pericolosa, e questo tipo di atteggiamento in una gara da dentro o fuori lo paghi sempre caro.
Masticare amaro sugli errori fatti e sulle occasioni sprecate per non arrivare a questo out-out comincia a puzzare di retorica, ma può chiamarsi “esperienza” nel momento in cui questi errori, già a partire dal prossimo anno, verranno utilizzati come una molla per fare meglio. Già dopo il triplice fischio dell’arbitro Delfino di Roma, è questa la domanda che è cominciata a girare negli ambienti bianconeri: “Che facciamo il prossimo anno?”. Dalla stanza dei bottoni non trapela nulla e vige un rigoroso silenzio utile per smaltire le scorie del match con l’Apice, prima di ritrovarsi attorno a un tavolo e pianificare il futuro prossimo che si chiamerà di nuovo Eccellenza. Un’Eccellenza, quella della stagione 2026-2027, che si presenta molto più competitiva rispetto a quella di quest’anno, con Heraclea, Angri e Campagna ai nastri di partenza con il coltello tra i denti per battagliare e dare filo da torcere fino all’ultimo.
Ciò detto c’è da chiarire la posizione della “triade” Corrado-Lecce-D’Ambrosio: si muoveranno ancora in sinergia? Si divideranno? Entreranno forze nuove in società? Cambieranno gli equilibri? C’è da chiarire la posizione del direttore generale Pastina e quella del direttore sportivo Maglione (che meriterebbe la riconferma per quanto fatto e dimostrato nello scorcio finale di stagione); c’è da chiarire la posizione del segretario Di Stefano (che meriterebbe la riconferma a prescindere); c’è da chiarire la posizione dell’allenatore Iuliano (merita a tutti gli effetti una seconda chance), e poi c’è da chiarire la posizione della squadra (Ripa rimarrà un altro anno? Chi riconfermare e quali tasselli aggiungere all’intelaiatura di quest’anno senza stravolgere più di tanto?).
Tutti nodi che si scioglieranno nelle prossime settimane. La piazza, i tifosi (numerosissimi e calorosi ad Apice, ma questa non è una novità) meritano una risposta chiara, parole precise e un progetto competitivo senza troppi giri di parole.
Foto di Luca Perillo
16 maggio 2026 – © riproduzione riservata



