[di Francesco Bonito]

L’appuntamento era alle 10.45 di sabato, ma verso le 10.20 davanti al Municipio di Battipaglia s’era formato già un gruppetto di persone in attesa, dolce. Alle 11 il Salotto comunale era già pieno, in fila decine di persone con in mano un libro. La fila terminava a un passo da un lungo tavolo con dei microfoni; seduto, intento a scrivere dediche e a dispensare sorrisi, l’ospite atteso.
Il 22 marzo è stato il giorno di Mariano Iaccarino, già primario del reparto di Ostetricia e ginecologia dell’Ospedale di Battipaglia dal 1980 al 1986, professore universitario e pioniere in Italia dell’ecografia. Il pretesto per un ritorno atteso decenni è stata la presentazione della sua autobiografia (Volevo essere un bravo medico), organizzata dalla casa editrice Sfide con la preziosa collaborazione di Banca Campania Centro e della Fondazione Cassa Rurale Battipaglia. Già dal titolo dell’evento si intuiva che si trattava di un incontro con una persona cara, del tributo di affetto di una comunità verso un medico ricordato da tutti per le straordinarie doti professionali e umane. E così è stato.
A partire dai primi due interventi, quelli della sindaca Cecilia Francese e del presidente della BCC Camillo Catarozzo, si è compreso subito che più che prolusioni, sabato si sarebbero ascoltate attestazioni di stima e parole di riconoscenza. Così è stato anche per gli interventi della consigliera della Fondazione Cassa Rurale, Rosa Maria Caprino, e per l’intervento del collega e “braccio destro” di Iaccarino, il primario Gerardo Senatore, che ha tracciato il profilo professionale del suo maestro.
È arrivato poi il momento più atteso: Mariano Iaccarino si è alzato in piedi, ha preso il microfono e ha raccontato i suoi sei anni battipagliesi, ricordando l’entusiasmo col quale a soli 43 anni si apprestava a dirigere il reparto del neonato ospedale, la volontà di assistere al meglio le pazienti, l’impegno per trasmettere le sue competenze ai colleghi. Ricordi professionali e familiari di un “passaggio” importante della sua vita, rievocati a distanza di 40 anni, e raccontati anche nei due capitoli di Volevo essere un bravo medico dedicati a Battipaglia. Il tutto con l’equilibrio, la chiarezza e l’umiltà che da sempre contraddistinguono i modi e le azioni di Mariano Iaccarino.
Tanti gli interventi dalla platea, di persone amiche o colleghi che hanno voluto testimoniare stima, affetto e, soprattutto, gratitudine nei confronti del primario emerito. Impossibile citarli tutti. Tra i più incisivi quello di Ornella Oropallo, convinta promotrice dell’evento insieme al presidente della Fondazione, Federico Del Grosso. La presidente del Collegio sindacale della BCC, visibilmente emozionata, ha usato parole che hanno commosso gran parte dei presenti.
Molti i medici presenti in sala; diversi hanno preso la parola, come Maria Antonietta Netri e Aldo Turtur che hanno ricordato l’incontro con Iaccarino agli inizi degli anni ’80. Significativo e molto apprezzato anche l’intervento del dottor Gianraffaele Avallone che ha sottolineato l’importanza per i giovani medici di avere dei buoni maestri a cui ispirarsi.
Dopo due ore dense di emozioni, ha concluso l’incontro il presidente della BCC. L’ennesimo applauso, il più forte, si è levato dalla platea quando Camillo Catarozzo, rivolgendosi alla sindaca, ha detto: «A questo punto, per tutto quello che ha rappresentato per la nostra comunità, per il lustro che ha dato al nostro ospedale, portando il suo reparto a livelli di eccellenza, il minimo che Battipaglia possa fare è conferire al prof. Iaccarino la cittadinanza onoraria».
Grazie da tutti noi, professore Iaccarino; a presto rivederci, concittadino Mariano.
Nelle foto: il prof. Mariano Iaccarino
29 marzo 2025 – © riproduzione riservata





