Ancora un incendio in zona industriale
[di Carmine Landi]

Il consueto muro di fumo nero ha coperto la zona industriale di Battipaglia nel primo pomeriggio del 24 agosto. In poche ore le fiamme hanno distrutto lo stabilimento del caseificio Giffoniello e raggiunto il piazzale dell’azienda chimica attigua. L’incendio è partito intorno alle 13,30 tra le sterpaglie di viale Spagna e via Bosco II: un innesco favorito da erba secca e rifiuti abbandonati, su un’area “mai ripulita”, come hanno denunciato i residenti. La colonna era visibile a chilometri; i danni sono ingenti. La macchina dei soccorsi è scattata subito. Sono intervenute le squadre della Protezione civile di Battipaglia, dirette da Michele Mattia, i vigili del fuoco con numerosi mezzi, e la polizia municipale coordinata dal comandante Giuseppe Forte e dal vice Domenico Di Vita; presente sul posto la sindaca Cecilia Francese. Le strade limitrofe sono state chiuse e le operazioni di spegnimento si sono protratte per tutto il pomeriggio.
Il fuoco si è sviluppato in due fasi: un primo focolaio nei pressi della Torre de Raj; poi, attraverso dei canali, il fronte è passato sull’altro lato della strada, fino al caseificio Giffoniello. Qui le fiamme hanno trovato materiale altamente infiammabile — polistirolo e contenitori in plastica per i bocconcini — e lo stabilimento è stato avvolto in pochi minuti.
«Sterpaglie mai rimosse, tragedia evitabile. Avevamo diffidato i privati, c’è un’ordinanza a mia firma. Se avessero pulito, questo rogo non ci sarebbe stato», ha affermato la sindaca Francese. I vigili del fuoco e i volontari hanno lavorato a lungo per impedire che l’incendio coinvolgesse altri capannoni. Le squadre impegnate sono state quattro (due da Salerno, una da Giffoni Valle Piana, una da Eboli), supportate da tre autobotti e un’autoscala; il giorno successivo erano ancora attive due unità per le operazioni di spegnimento e smassamento. In zona non risultano telecamere del circuito comunale: un’assenza che renderà più complessa la ricostruzione dell’innesco. Le forze dell’ordine indagano; si dovrà chiarire anche l’eventuale natura dolosa.
Capitolo qualità dell’aria. L’Agenzia regionale ha diffuso, su richiesta del Comune, i primi risultati del monitoraggio. Dalle stazioni fisse più vicine non emergono superamenti dei limiti di legge per gli inquinanti rilevati (esiti aggiornati a fine agosto). Diverso il riscontro dei campionatori collocati nelle immediate vicinanze dell’area colpita: la prima campagna ha rilevato una concentrazione complessiva di diossine pari a 0,39 pg/Nm³ I-TEQ, leggermente superiore al valore di riferimento correntemente utilizzato in ambito tecnico-scientifico indicato dalle linee guida del Lai (0,15 pg/Nm³ I-TEQ). La presenza è stata ricondotta alla combustione di strutture in plastica e polistirolo interessate dalle fiamme; la concentrazione, ha precisato l’Agenzia, tende a ridursi con la distanza e con il tempo. Il secondo ciclo di campionamenti, aggiornato al 27 agosto, ha poi segnato un rientro: per diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili le concentrazioni misurate risultano inferiori al limite di quantificazione della metodica; i dati preliminari del monitoraggio delle polveri PM10, rilevate in prossimità del sito, non mostrano superamenti della media giornaliera di 50 µg/m³ prevista dalla normativa (limite superabile non più di 35 giorni l’anno). I controlli Arpac proseguiranno nei giorni successivi per consolidare il quadro.
Resta la preoccupazione dei cittadini, specie per le ricadute sull’area agricola ebolitana a ridosso del perimetro industriale. Il Comune ha annunciato aggiornamenti costanti e mantiene il raccordo con gli organi di tutela della salute pubblica, riservandosi eventuali provvedimenti se le evidenze lo richiederanno. Al momento, gli esiti disponibili tracciano una fotografia in evoluzione: incendio domato, sito messo in sicurezza, prime analisi senza sforamenti alle stazioni fisse, un iniziale picco di diossine a ridosso del perimetro poi rientrato sotto la soglia di quantificazione.
Sono fatti. Toccherà alle inchieste individuare le responsabilità; alle manutenzioni e ai controlli impedire che accada di nuovo.
12 settembre 2025 – © riproduzione riservata





