AbbeceDiario N.22

[di Francesco Bonito]

Acquisti. L’ho scritto sul numero precedente, lo ribadiamo in prima pagina, lo ripeto con convinzione: cerchiamo di preferire i negozi di Battipaglia per l’acquisto dei regali di Natale (e Befana). Facciamo squadra e difendiamo l’economia locale in difficoltà. Passaparola.

Revoche. Due consiglieri di maggioranza tra i più influenti e vicini al sindaco, iscritti a un partito che non ricordo, hanno legittimamente esercitato la loro potestà: nominare un assessore. Avete letto bene, perché a Battipaglia gli assessori li nominano i consiglieri, in coppia. Due consiglieri fanno un assessore. Ma non basta: la scorsa settimana uno dei due ha revocato il “suo” assessore e ne ha “nominato” un altro (formalmente il primo si è dimesso e il secondo è stato scelto dal sindaco), a questo punto il collega di partito si è risentito e con una lettera ha chiesto a sua volta la revoca (sic) dell’assessore appena incaricato. Ma non è finita: sempre a mezzo comunicazioni protocollate in Comune e riportate dalla stampa locale, pare che quello dei due che non era capogruppo in consiglio comunale ha revocato il proprio capogruppo, dichiarando essere lui il capogruppo (del gruppo di due!). Dovete rileggere? Sono stato poco chiaro? Chiedo scusa. Nell’attesa che venga chiarita la questione del “chi revoca chi?”, sogniamo e suggeriamo la più gradita delle riforme elettorali: il potere di revoca degli eletti attribuito agli elettori.

Donne. In consiglio comunale: una. In giunta: zero. Che su una quarantina di delegati dai cittadini (consiglieri comunali e assessori) ci sia una sola donna è un primato negativo che non fa onore a una città che esprime, al contrario, professioniste, imprenditrici, operatrici culturali e sociali di grande valore. Da mesi (e anche oggi, a pagina 4) il nostro giornale insieme ad altre più autorevoli voci reclama una maggiore presenza femminile nei gangli vitali della compagine amministrativa. Ha sollevato il problema l’Italia dei Valori e anche la Commissione Pari Opportunità, ma l’impressione è che chi dovrebbe prendere atto del deficit e riequilibrare la disparità faccia melina. Si discute, si presentano mozioni, si prende tempo, trasversalmente. Come dire, la politica non è uno sport per femminucce, parafrasando Nanni Moretti.

Grazie. Tra le mani avete Nero su Bianco numero 150. Grazie per averci spinto fin qui e oltre. Auguri a tutti voi.

18 novembre 2014 – © Riproduzione riservata

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