Volare basso di Francesco Bonito

Può giovare non farsi travolgere dal clima surreale della campagna elettorale per le imminenti elezioni politiche. Anche perché c’è poco da seguire: a livello nazionale la gara è a chi la spara più grossa. Una corsa a chi promette di più, a chi blandisce meglio un elettorato sfiduciato, incapace di analisi critica e ormai rassegnato a essere destinatario di messaggi elementari e privi di alcuna relazione con la realtà dei fatti. Seguire la competizione partendo dai candidati nei collegi uninominali di Camera e Senato è ancora più difficile e impegnativo. Nero su Bianco ci ha messo due giorni solo per procurarsi le foto dei contendenti (e non di tutti); questo la dice lunga sulla popolarità e sul legame col nostro territorio di alcuni dei candidati. Ci perdonerete se non riusciremo a seguire tutti, se non saremo in grado di descrivere le sfumature che rendono differenti le proposte politiche degli uni rispetto a quelle degli altri; perché, nonostante la buona volontà e l’impegno, la missione appare impossibile.
Utile, se non doveroso, è invece continuare a tener d’occhio le vicende politico amministrative di casa nostra, quello che un piccolo giornale cittadino non deve mai smettere di fare, con impegno e serietà. A Battipaglia continuano ad accadere (e a non accadere) tante cose, si alternano segnali incoerenti, passi avanti e passi indietro, rispetto ai quali è arduo comprendere in che direzione proceda la nostra comunità. Limitandosi solo ai temi trattati in questo numero, cosa pensare della dolorosa vicenda ambientale che penalizza da anni la città? L’aria è quasi sempre irrespirabile (miasmi che sanno a volte di pattume, a volte di plastica bruciata, a volte di sansa di olive), i cittadini sono avviliti, il Comune sembra sul punto di svegliarsi da un colpevole letargo (la polizia municipale sta intensificando i controlli) e poi, nelle ultime ore, un colpo di scena: il candidato del Pd alla Camera, Volpe, annuncia di aver convinto Bonavitacola e De Luca a rinunciare a una parte dello scellerato piano che vuole Battipaglia capitale del trattamento dei rifiuti. C’è da crederci? Era così facile? Volpe è un deus ex machina?
Sempre volando basso, lasciando ad altri le vette della politica “alta”, salta all’occhio un’altra ferita battipagliese: il degrado di alcune zone della città. Colpa di chi pulisce poco e male e, soprattutto, di chi sporca e danneggia il patrimonio pubblico. Di questo si lamenta la stragrande maggioranza dei cittadini, basta guardarsi intorno o dare un’occhiata ai social per averne conferma.
Alba e il Comune fanno ancora troppo poco: occorre fornire un servizio più efficiente e avere la capacità di punire i trasgressori. Non un’impresa impossibile, questa, soprattutto per chi aspira – vedi progetto Super Alba – a un rilancio industriale per competere su altri mercati, rivendicando ulteriori ambiti di intervento e nuove opportunità di business. Siamo alla prova del nove, delle due l’una: o Alba è il gioiellino del capitalismo di casa nostra trascurato da amministratori comunali miopi, come sostenuto da alcuni aficionados; oppure è un carrozzone inefficiente, causa del ventennale dissesto delle casse comunali e zavorra incompatibile con qualsiasi piano di rilancio di Battipaglia, come sussurrato confidenzialmente da alcuni sindaci e commissari prefettizi. Il livello di pulizia delle strade di Battipaglia e l’importo delle bollette, più che un senatore o un deputato, ci sveleranno qual è la verità.

9 febbraio 2018 – © Riproduzione riservata
Facebooktwittergoogle_plusmail