Vicinanza a tutto campo di Paolo Vacca

Dopo aver sollevato per primo in consiglio comunale la questione dell’impianto di compostaggio all’interno dello stir, Renato Vicinanza ha rilasciato alcune dichiarazioni ai nostri taccuini.

Come valuta in generale l’operato di Cecilia Francese e dei suoi assessori?
«Quest’amministrazione doveva gestire meglio fin dall’inizio diverse situazioni. Se, per esempio, la presidenza del consiglio fosse stata data alla minoranza, ci sarebbe stata più apertura. Stiamo provando a dialogare, ma loro sono chiusi e non ci fanno capire nulla. Per esempio non ci hanno avvisato dell’incontro col presidente di Confindustria, nonostante avessimo dato disponibilità a partecipare, durante l’ultima riunione allargata dei capigruppo».

Crede che l’amministrazione voglia realmente combattere la battaglia sull’impianto di compostaggio o si rischia di smuovere qualche equilibrio politico?
«Loro hanno paura perché potrebbero esserci dei posti di lavoro in ballo. Credo che andrebbero chiamati i sindaci di Eboli, Bellizzi e Montecorvino per fare un accordo, metterci insieme e combattere questa battaglia. È un problema che riguarda tutti, quindi, invece di bisticciare con gli altri comuni, cerchiamo di cooperare. Da soli non possiamo farcela. E finora questo tentativo non è stato fatto».

Ogni estate si verifica il problema dei miasmi…
«La vera bomba ecologica è l’impianto di compostaggio. I miasmi ci sono sempre stati, ma con la realizzazione di questo impianto, come detto in consiglio, la situazione potrebbe collassare. Per risolvere il problema bisognerebbe intensificare i controlli negli impianti, non solo quelli provinciali, ma anche in quelli privati. Il sindaco è la massima autorità sanitaria, deve mettere la fascia non per fare i girotondi ma per verificare cosa succede in questi siti».

Qual è la parte peggiore di tutta la vicenda riguardante il compostaggio?
«Un fatto grave è non aver impugnato gli atti. Non hanno letto le carte. Lo dicemmo durante la conferenza dei capigruppo a Palazzo di Città: il Comune di Santa Maria Capua Vetere, impugnando gli atti regionali, è riuscita a bloccare la realizzazione dell’impianto. Poi mi pongo un’altra domanda: Michele Cammarano sapeva di questa situazione? E come ha votato? E poi c’è Gerardo Rosania: io l’ho detto più volte che chi non fa parte di questa città non deve comandare a Battipaglia.
E Rosania è il vero sindaco ombra».

Quali sono state le mancanze più gravi di quest’amministrazione?
«L’emergenza rifiuti e l’alleanza col vicesindaco Ugo Tozzi, dalla quale sono scaturiti degli errori. Le alleanze si fanno sulla scheda elettorale. Non condivido la scelta. Anche per questo è un’amministrazione nata male. E poi la vicenda Asi e gli asili ancora chiusi, come quello di via Carmine Turco. Tutto ancora fermo. Spero che entro la fine di dicembre vendano gli immobili, altrimenti assisteremo a un altro disastro».

Un giudizio su Gerardo Motta?
«Gerardo è stato trattato malissimo. Non è la persona che tutti descrivono. Credo che in questo momento sia l’unico vero politico in città. Alle prossime elezioni o mi candido a sindaco o resto a casa. Fare il consigliere non serve più a nulla»

Cosa succederà nei prossimi mesi? Il Pd aprirà alla Francese?
«Le politiche saranno decisive. Tozzi vuole candidarsi, mentre Cecilia sta cercando di candidare Rosania. Questo conflitto potrebbe far cadere l’amministrazione. Non sarei contento di un nuovo commissariamento, ma il rischio reale c’è. Quest’amministrazione è ancora in piedi grazie a quei consiglieri da ottanta voti che non avranno mai più visibilità politica».

Un consiglio per ripartire?
«Azzerare la giunta e dialogare con noi. E alcuni punti fermi: risanare le casse comunali, mantenere la città pulita, sbloccare la questione ASI».

6 ottobre 2017 – © Riproduzione riservata
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