Uniti per il no di Paolo Vacca

Ci sono voluti lo spettro della realizzazione di un impianto di compostaggio e l’insopportabile odore che ormai si respira quotidianamente per risvegliare le coscienze dei cittadini battipagliesi.
Nel salotto comunale, il 22 ottobre, la vera notizia non è tanto quella dello sciopero, quanto la massiccia partecipazione dei cittadini che affollano Palazzo di Città fino ai piani superiori. E se da una parte Cecilia Francese annuncia che «la città è in lotta e dovranno venire a prenderci con la forza», dall’altra Gerardo Motta sottolinea che «si è maggioranza e opposizione in consiglio, ma alla Regione c’è un solo interesse».
Unità. È sembrata davvero questa la parola chiave di domenica. Malgrado qualche intervento infelice, esternazioni campanilistiche e un po’ di sano populismo, che in occasioni come queste non guasta mai, la città ha dimostrato di avere davvero a cuore questa vicenda. E l’assemblea si è rivelata un ottimo strumento di partecipazione: a turno, ogni cittadino ha potuto dire la sua, raccontando il proprio malcontento, dando un consiglio agli amministratori o semplicemente ponendo una domanda. Ecco, probabilmente di assemblee come queste ce ne vorrebbero più spesso, non solo quando il popolo è sul lastrico. Significativo l’intervento di Raffaele Petrone: applaudito più volte durante il suo discorso, l’ex consigliere regionale di Rifondazione Comunista galvanizza anche quella parte della platea che non condivide le sue idee politiche. «Alla guerra si va facendo la guerra», dice alla sindaca, invitandola a «chiudere lo Stir qualora ci fosse anche un solo pelo fuori posto» e conclude: «Ti sto istigando a delinquere, voglio essere processato, ma tu devi essere pronta a beccarti una denuncia per interruzione di pubblico servizio, così come noi siamo disposti a prenderci una manganellata».
Dunque, Battipaglia si prepara allo sciopero. Bisognerà organizzarsi in maniera adeguata, sensibilizzare la cittadinanza e capire realmente quali servizi potranno fermarsi in quel giorno. Se la città si paralizzerà il messaggio arriverà chiaro e forte alla Regione. Se invece dovesse rivelarsi un buco nell’acqua, allora le ultime residue speranze di non vedere l’impianto di compostaggio realizzato a Battipaglia, svanirebbero: ça va sans dire.

4 novembre 2017 – © Riproduzione riservata
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