Un ospedale sempre più piccolo (di Marco Di Bello)

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Da candidato a ospedale unico della Piana del Sele a struttura in perenne crisi di organico, il “Santa Maria della Speranza” continua a vivere una situazione di difficoltà. Complice il blocco delle assunzioni e quello del turn over, la situazione peggiora di anno in anno. È il caso del Reparto di Cardiologia e Utic, dove l’ennesima messa a riposo di un dirigente medico ha ridotto ancora di più l’organico già minimo. Con oltre 460 ore rimaste scoperte, il Direttore sanitario Rocco Calabrese si è trovato costretto a chiedere aiuto all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Questo garantirà la copertura dei turni rimasti scoperti, ma il costo dell’operazione graverà comunque sulle casse dell’ospedale battipagliese, che dovrà versare quasi 30 mila euro.

Una situazione ancora più paradossale è invece quella del Reparto di Ostetricia e Ginecologia, dove il personale già risicato è stato indirizzato anche verso altre strutture. Sebbene l’ospedale battipagliese sia oberato di lavoro – ogni anno si contano circa 1400 parti – l’azienda sanitaria locale ha deciso di inviare presso l’ospedale San Luca di Vallo della Lucania un ginecologo al mese. Inevitabili sono le ricadute sul “Santa Maria della Speranza”, che spesso si vede costretto a richiedere l’intervento del Direttore sanitario per la copertura dei turni. Non è chiaro se questi turni vengano retribuiti come recupero o se, invece, si tratti della costosa Alpi, l’Attività libero professionista intramuraria, pagata a peso d’oro.

Grossi problemi anche per il Pronto soccorso battipagliese. Ogni giorno mediamente passano attraversano le porte del reparto d’emergenza circa 130 pazienti. Numeri che crescono in coincidenza con la stagione più calda e più fredda dell’anno. Ma non sono tanto i numeri a spaventare i medici dell’emergenza, quanto la difficoltà nel trovare posti letto per i pazienti che necessitano di ricovero. Secondo alcune stime, solo un paziente su dieci riesce a trovare posto in reparto, mentre per tutti gli altri è necessario trovare una sistemazione alternativa, spesso presso altri ospedali. Tutto ciò poi viene a sommarsi alla perenne carenza di personale medico e infermieristico.

Una situazione che presto precipiterà è anche quella che riguarda il Reparto di Radiologia e Medicina nucleare. Già a partire dal prossimo anno, diversi medici radiologi – pare tre o quattro – dovrebbero poter beneficiare del pensionamento. Se il blocco del turn over non dovesse essere rimosso, allora anche per questo reparto potrebbe iniziare una stagione di difficoltà. Nei mesi passati qualcuno aveva avanzato la possibilità di creare una sorta di radiologia online, attraverso la quale i radiologi dell’azienda sanitaria potessero refertare gli esami effettuati, senza la necessità di essere fisicamente presenti all’interno della struttura ospedaliera. A oggi, tuttavia, questa soluzione non è ancora stata avviata. Difficoltà peraltro già si registrano per quanto concerne il versante della Medicina nucleare, da anni ferma al palo per la rottura della gamma-camera, che consente le scintigrafie. Nonostante le richiesta di acquistare il macchinario, l’unico dell’azienda, la situazione permane con evidenti ricadute economiche. Due medici sono incolpevolmente senza impiego.

Da più parti continuano a giungere richieste per sbloccare la situazione, ma fino a quando il blocco delle assunzioni sarà effettivo, difficilmente si vedrà il “Santa Maria della Speranza” uscire dalla crisi. Fino ad allora, accontentiamoci della ristrutturazione degli esterni.

27 febbraio 2015 – © Riproduzione riservata

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