Tutto a posto e conti in ordine (di Francesco Bonito)

Il titolo dice tutto: per mesi chi ci amministra ha rassicurato l’opinione pubblica ribadendo in ogni occasione che “il deficit è ridotto al minimo”, che “siamo fuori dal tunnel”, che “i conti sono a posto… non aumenteremo le tasse”. Sulla vicenda dei dipendenti di Nuova srl chi ci amministra era stato ancora più categorico: “i lavoratori non corrono alcun rischio, nessuno verrà licenziato” e anche… “chi teme per la sorte di Nuova srl è un dissociato” e così via. Sono passate solo poche settimane e ci siamo accorti che le cose non stanno proprio come ce le avevano raccontate e che i conti non tornano. Niente panico però, come recita il titolo della nostra copertina: hanno un Piano. Il tecnici del Comune hanno infatti elaborato un Piano di Riequilibrio Finanziario che è stato approvato in Consiglio comunale con 17 voti favorevoli. Ma che cos’è questo Piano? Qualcuno ha parlato di voto per il riequilibrio, di manovrina, ma le dichiarazioni sono state sempre molto ermetiche o generiche. Visto che le informazioni fornite erano scarse e lacunose mi sono preso la briga di documentarmi e così ho trovato il riferimento normativo, si tratta dell’art. 243-bis del Testo Unico Enti Locali (cercatelo su internet, vi farete un’idea). In sintesi e con parole mie le cose stanno così: quando i conti di un Comune sono decisamente in rosso, tanto da far prevedere che non riuscirà nemmeno a far fronte alle spese ordinarie ed essenziali (pagare gli stipendi, i fornitori, i mutui), l’Ente dichiara che non ce la fa “a mettere il piatto a tavola” e chiede allo Stato un prestito per evitare il dissesto finanziario. A questa istanza lo Stato risponde così: caro Comune di Battipaglia, se vuoi che ti presto questi soldi devi farmi vedere se il tuo bilancio è attendibile, devi elaborare un Piano di Riequilibrio Finanziario nel quale mi fai capire come vuoi recuperare questo deficit e dove troverai i soldi per restituirmi il prestito. Noi siamo a questo punto. Il Piano è stato redatto e approvato. Ma non siamo nemmeno a metà dell’opera! O del dramma. Cosa ci aspetta? Le ipotesi sono due: la più favorevole prevede che la Corte dei Conti approvi il Piano del Comune in cambio dell’impegno a ridurre drasticamente i costi (per esempio liquidando subito Nuova srl) e con la promessa di evitare gli sprechi (spese tipo: le fioriere sui lampioni, le luci stroboscopiche sul Municipio, il giornalino, le consulenze, la ristrutturazione della stanza del Sindaco, ecc…). Inoltre il Comune è autorizzato ad aumentare al massimo le tasse ma è anche sottoposto per dieci anni ai severissimi controlli della Corte dei Conti. L’ipotesi meno favorevole, che quasi nessuno ha riportato, è che il Piano sia bocciato dai giudici e che quindi non venga erogato nessun prestito. Ma se disgraziatamente dovesse accadere questo (lo sapremo nel giro di qualche mese) chi ci amministra non potrà dire “vabbè… ci abbiamo provato, c’eravamo sbagliati, in effetti i conti sono in ordine, volevamo solo un po’ di soldi in più prima della campagna elettorale del 2014…”; perché a quel punto, automaticamente, verrà dichiarato il famigerato (e mai pronunciato) dissesto finanziario, cioè il fallimento del Comune di Battipaglia. Un evento di una tale gravità che comporterebbe per la nostra città conseguenze davvero esiziali. Ma non solo per Battipaglia. Infatti, in caso di dissesto, la Corte dei Conti potrebbe addirittura “condannare” amministratori e Sindaco a non potersi candidare alle elezioni per dieci anni! Speriamo non accada, speriamo che il Piano verrà approvato e che con qualche anno di austerity ce la caveremo. Anche per non assistere al pietoso scaricabarile delle responsabilità da Santomauro a Barlotti a Liguori a Zara fino a Moncharmont e Alfonso Menna.

Francesco Bonito

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