Torno subito

Dopo l’allarme lanciato dal presidente onorario della Battipagliese, approfondiamo la vicenda dello stadio Pastena, la cui chiusura preoccupa le società sportive, gli atleti e i tifosi battipagliesi. Ottimista sulla riapertura dell’impianto il dirigente dell’ufficio tecnico Carmine Salerno

Lo stadio Luigi Pastena, la società che lo gestisce, la Battipagliese 1929, i tifosi, gli atleti che praticano altri sport, il Comune di Battipaglia, la Commissione. Questi gli interpreti principali del film che si sta girando da circa due mesi a Battipaglia. 
La trama: lo stadio di calcio e atletica leggera di una cittadina del Sud, costato tanti soldi, progettato male e costruito peggio, dopo trent’anni di onorato servizio viene dichiarato non più idoneo allo svolgimento di eventi sportivi “aperti al pubblico”. La prima squadra di calcio cittadina è costretta a giocare altrove le partite casalinghe, le società sportive di calcio giovanile e atletica leggera devono sospendere le proprie attività a tempo indeterminato. Il Comune di Battipaglia promette la risoluzione rapida dei problemi, mettendo in campo tecnici e risorse per superare l’alt della Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo (d’ora in poi la chiameremo “Commissione”). Letta la trama potete decidere se continuare o fermarvi qui. 
Fuor di metafora, è intuibile l’impatto che il prolungarsi dell’indisponibilità dello stadio Pastena sta avendo sul già difficile percorso delle società sportive battipagliesi, in primis la ASD Battipaglia Calcio (concessionaria dell’impianto, ad esclusione delle due palestre interne) e la Battipagliese 1929, subito seguite da quelle che promuovono gli sport a torto definiti “minori”: come, ad esempio, l’Ideatletica Aurora. L’hanno capito in Comune dove, a quanto pare, si stanno dando da fare per restituire il Pastena alla città. 
La Commissione ha sancito la chiusura dello stadio non, come paventato da alcuni, per problemi di agibilità “statica” o derivanti da deficit strutturali dello stesso, bensì perché l’impianto non rispetta alcune norme sulla sicurezza dei luoghi destinati a ospitare pubblici spettacoli, soprattutto per quanto concerne le aree destinate al pubblico. Ci sono una serie di interventi prescritti dalla Commissione che riguardano prevalentemente gli spalti, le balaustre, i varchi, che non sono più rimandabili e che precludono all’impianto il nulla osta allo svolgimento di eventi aperti al pubblico. 
Il dirigente dell’Ufficio Tecnico, l’ingegner Carmine Salerno, ha risposto con grande disponibilità e chiarezza alle nostre domande, fornendo informazioni che dovrebbero rassicurare i battipagliesi. Il dirigente ha infatti chiarito che molte delle prescrizioni sono state già ottemperate; tutti gli interventi necessari sono stati già calendarizzati e molti già compiuti. Si parla di una spesa complessiva (lavori, consulenze tecniche, acquisto attrezzature) che si aggira intorno ai 60mila euro; somma già stanziata e disponibile. 
Salerno ci dice che più dei lavori in sé, sono gli adempimenti formali e l’iter burocratico a rallentare il processo di risoluzione dei problemi. I tecnici comunali – stando a quanto riferito dal dirigente – starebbero lavorando alacremente, in costante contatto con la Commissione che, dal canto suo, sta verificando in corso d’opera la corretta osservanza delle prescrizioni. 
Come si può intuire, i problemi non riguarderebbero il campo di gioco né la pista di atletica: allora perché non consentire agli sportivi l’accesso al campo, lasciando interdette la zona delle tribune e le altre aree destinate al pubblico? L’ingegner Salerno ci fa capire che se ciò fosse necessario, in virtù di un’esigenza concreta e improrogabile, si potrebbe anche ipotizzare. Ma visto che entro l’estate il Pastena sarà riaperto totalmente, senza limitazioni, dagli uffici di piazza Moro si chiede alle società sportive di pazientare ancora per un paio di mesi, o poco più.
Tutto chiaro, quindi. Il film dovrebbe avere un happy ending. Questo è scritto sul copione; aspettiamo di vederlo al cinema per giudicare. 

Francesco Bonito

3 maggio 2019 – © Riproduzione riservata

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