Tempo di quaresima

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Si è appena spenta l’immagine festosa del giorno di Carnevale, delle strade cittadine percorse da carri allegorici, da festosi bambini, danze e canti, mirabilmente descritta nell’articolo di Carmine Landi  sullo scorso numero di Nero su Bianco, e siamo entrati nel pieno della  quaresima.
Quest’anno il cammino quaresimale si è aperto col messaggio di Papa Francesco nell’ambito del Giubileo straordinario della misericordia, che è un richiamo forte, nel tempo propizio di penitenza e riconversione, a recuperare un modello di sviluppo che, in contrapposizione allo sfrontato esercizio del potere per l’arricchimento personale, assuma forme sociali e politiche idonee al servizio dei più poveri ed indifesi.
Questo forte, ricorrente richiamo del Papa alla giustizia sociale, all’impegno per le classi più povere, a un utilizzo caritatevole delle ricchezze è rivolto sì alle classi più abbienti, ma soprattutto alla categoria degli uomini di potere nella quale non può non rientrare la classe politica a qualsiasi livello.
Dobbiamo augurarci che coloro i quali si apprestano a partecipare alla prossima  competizione elettorale nel nostro sfortunato paese abbiano almeno letto tale messaggio, cogliendone l’invito anche a loro rivolto, di atti concreti e quotidiani di  buona amministrazione al servizio dei cittadini, dismettendo perverse strategie per la perpetuazione di un potere funzionale solo ai propri interessi.
Piuttosto di astruse strategie elettorali utilizzino questo periodo per una profonda rivisitazione di metodi e strumenti per la reale attuazione di politiche amministrative almeno decenti. Tutti, i candidati sindaci e  coloro che hanno l’aspirazione a conquistare uno scranno in consiglio comunale, si confrontino con gli elettori, con i problemi reali della gente; sappiano ascoltare i bisogni reali dei cittadino, indichino alla città quale modello di sviluppo intendono attuare; si impegnino a rendere trasparenti operati ed emolumenti dei funzionari pubblici, meccanismi di pagamento del debito pubblico, propongano soluzioni all’assenza di spazi di aggregazione e scambio culturale, con l’individuazione delle necessarie risorse.
Gli aspiranti consiglieri diano un minimo sindacale di assicurazione di non essere “sul mercato” per supportare maggioranze traballanti o salire sul carro del vincitore, assoggettandosi ad acrobazie per conquistarsi potere al servizio degli interessi propri, di comari, di comparielli o di sodali a scapito di coloro che li hanno eletti con l’aspettativa legittima di vederli operare nell’interesse della comunità battipagliese.

26 febbraio 2016 – © Riproduzione riservata
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