Spazzatura non fa rima con cultura (di Francesco Bonito)

Prima-189-02Rileggo tra i miei appunti: “evitare di evidenziare solo il degrado; proporre soluzioni; cercare buone notizie”. Confesso la difficoltà di assecondare le direttive che, per questa volta, mi sono imposto prima della stesura di questo editoriale. Provate anche voi a rispettare queste condizioni dovendo raccontare di questa estate battipagliese. Difficile vero? Ma voglio tentare, non voglio arrendermi al disfattismo e alla rassegnazione.

Rifiuti: per usare un eufemismo potrei dire che il servizio offerto ha ampi margini di miglioramento, anche se devo ricordare a tutti che eravamo messi molto peggio all’epoca dei cassonetti. In una città dove da venti anni non cambia nulla, la rivoluzione del ritiro “quasi porta a porta” è un traguardo storico. Sarebbe assurdo – come qualche nostalgico reclama – tornare ai cassonetti debordanti e puzzolenti per le strade, perciò bisogna unire gli sforzi per migliorare la situazione. Come? Alba Ecologia potrebbe potenziare il servizio di raccolta, per esempio portando a due i ritiri settimanali della plastica (i balconi ormai ospitano sculture post-moderne fatte di bottiglie e contenitori) e garantendo il ritiro a domicilio dei materiali ingombranti e dei rifiuti elettronici (computer, monitor e televisori, stampanti… che ormai dimorano numerosi ai piedi del Castelluccio). Una volta fatto questo, mano durissima contro gli incivili, con controlli severi e multe salatissime. Confesso che non riesco a comprendere come questi cialtroni possano preferire caricarsi notte tempo l’auto di rifiuti “illegali” e pianificare sversamenti clandestini, piuttosto che provare a capire come funziona la raccolta differenziata e impegnarsi a farla. Ma finchè non si faciliterà il rispetto delle regole con un servizio più efficiente, non si debellerà mai la piaga delle microdiscariche in città.

Spettacoli e cultura: non pervenuti. Senza un cinema-teatro e una biblioteca degna di questo nome a Battipaglia mancano i requisiti minimi per definirsi una città vivibile. Per non parlare degli eventi culturali. La lodevole eccezione del Salotto comunale, una delle poche iniziative intelligenti, è stata lasciata “seccare” come l’ulivo al centro della Casa comunale. [A proposito di ulivi: ma che fine hanno fatto i centinaia di ulivi che sono stati espiantati – a titolo molto oneroso – per far posto al Cimitero nuovo e che dovevano essere ripiantati?] In compenso il livello delle manifestazioni che la città ha ospitato nelle ultime due estati è stato, salvo pochissime eccezioni, degno di un borgo sottosviluppato o di un villaggio turistico di terz’ordine: tipo miss zizzona di Battipaglia, miss maglietta bagnata, la corrida o il karaoke. C’è da piangere! La città ha bisogno di dare spazio alle persone di talento, alle compagnie teatrali, ai giovani artisti, agli scrittori; anche se non porteranno voti alle prossime elezioni, sono gli unici che potranno salvare Battipaglia da un inarrestabile declino sociale e culturale.

E ora veniamo alle buone notizie. Le ho cercate per giorni, ma siamo in chiusura di giornale e non ne ho ancora trovata una. Chiedo aiuto ai lettori, cercate anche voi e, se le trovate, scriveteci.

Francesco Bonito

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