In ricordo di Felice Crudele (di Franco Poeta)

Se ne è andato in silenzio, con quella discrezione e quella umiltà che aveva caratterizzato tutta la sua esistenza di uomo, di medico, di cittadino, che pure, in tutta la sua vita aveva saputo vivere da protagonista attivo e responsabile ogni sua attività. È proprio quel fortissimo senso di responsabilità civile a caratterizzare la figura di Felice Crudele, una delle pochissime figure politiche cittadine che aveva saputo meritarsi la fiducia dei cittadini per il suo fare silenzioso, per le sue scelte coraggiose, per la sua disponibilità, mai strumentale, verso tutti.
Felice Crudele era il medico di stampo antico che, chiamato, arrivava a qualsiasi ora, ricco di professionalità, ma anche di quella umanità che infondeva forza e coraggio ai suoi pazienti.
Felice Crudele era il cittadino che amava la sua città. La amava per la sua storia passata, la amava per i suoi “presenti” sempre in bilico tra sviluppo e crisi, la amava fino al punto di mettersi in gioco per dare il suo contributo politico, fedele a quegli ideali cristiani che derivavano dalla Populorum Progressio, che gli “imponevano moralmente” di impegnarsi, anche attraverso scelte coraggiose, come quella di divenire sindaco della città in anni difficili come quelli successivi alla rivolta del 1969. Da sindaco di Battipaglia, dal 1971 al 1975, fu protagonista di un momento storico importante per la crescita della città.
Ma da estimatore della Populorum Progressio, il suo impegno sociale non poteva esaurirsi nella “sola” professione medica o nel “solo” impegno politico. Per lui tutto ciò non poteva passare se non attraverso un coinvolgimento delle singole persone nello sviluppo del territorio. La Cooperazione di Credito divenne un’altra delle sue tante forme di impegno. Divenne così uno dei punti di riferimento della locale Cassa Rurale ed Artigiana. Sotto la sua presidenza, dal 1982 al 1995, la banca locale per eccellenza del territorio crebbe in forza e in credibilità divenendo sempre più volano dell’economia locale. Punto di riferimento dell’assemblea dei soci, con Silvio Petrone, che oggi ne piange insieme a tutta la banca la sua immensa figura di persona vera, divenne propulsore di quella nuova stagione della banca che oggi la vede ai vertici regionali e tra le prime 100 Bcc meridionali. Non fu un caso se al termine della sua importante presidenza gli fu data la Presidenza Onoraria, carica che lui visse sempre con grande senso di responsabilità e con una presenza che lo ha portato in Banca anche negli ultimi giorni della sua vita terrena, quando, com’era sua consuetudine, volle andare personalmente a dare gli auguri ai dipendenti, accompagnato dal figlio Carlo, stimato medico e anch’esso membro del Cda della Cassa Rurale ed Artigiana di Battipaglia e Montecorvino Rovella. Proprio in quell’occasione, portò una cartella colma di foto antiche della storia della Banca. L’ultimo omaggio alla “sua” banca.

E la storia locale era la sua altra grande passione. Non è un caso se l’ultimo momento pubblico ufficiale a cui aveva partecipato era stata l’intitolazione di una piazza a uno dei primi imprenditori caseari di Battipaglia.

Felice Crudele era un uomo che si spendeva in tutto ciò in cui credeva. E la famiglia rappresentava le fondamenta di tutto ciò: la moglie, i figli, i nipoti, erano per lui fonte di forza e di impegno.

Con lui se ne è andato un pezzo di quella Battipaglia che tutti avremmo voluto.

Franco Poeta

 

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