Quasi pronti, via!

Il messaggio è chiaro: “avanti”. È tanto che aspettiamo il verde, l’attesa è sembrata infinita, non vediamo l’ora di compiere questo attraversamento, di riprendere il cammino, senza indugi, senza altri stop. Fremiamo, scalpitiamo: ma siamo pronti? Non credo. Non è pronto il Paese, apparso dapprima in confusione, poi in ritardo imperdonabile! Molte idee, a volte contraddittorie. Provvedimenti tardivi, inconcludenti; disposizioni cervellotiche e spesso di difficile attuazione. Quasi tutte le promesse fatte dal presidente del consiglio sono state smentite dai fatti. Non so se si sarebbe potuto fare meglio: forse no, visti la gravità della pandemia e il valore della nostra classe politica. Certo si sarebbe potuto fare prima e in modo più semplice. I soldi, in prestito o a fondo perduto, arriveranno forse a pochi e sicuramente troppo tardi; così per la cassa integrazione e i vari bonus annunciati come praticamente già nei portafogli degli italiani, da ricevere – secondo le anticipazioni in prima serata tv – grazie a “un semplice click” sul computer. 
A Battipaglia si son dati tanto da fare. Considerando le risorse e la gravità dell’emergenza, i risultati sono accettabili, ottenuti grazie all’impegno profuso da decine di donne e uomini (vertici del Comune, Polizia municipale, Protezione civile, medici e volontari). Anche i cittadini hanno dato il meglio, qualcuno è stato particolarmente generoso donando a chi aveva più bisogno. Bravi tutti, soprattutto quelli che lo hanno fatto con discrezione, senza cercare a tutti i costi la foto e la citazione sul giornale o sui social network.
Ma non è ancora finita, tutt’altro. Ora comincia la parte più difficile, perché la vittoria o la sconfitta dipendono dal nostro agire. Chiusi in casa eravamo al sicuro e sapevamo di fare la cosa giusta per non danneggiare noi stessi e gli altri: è stato faticoso ma, tutto sommato, facile. Da oggi i nostri comportamenti faranno la differenza fra vincere e perdere. E non sarà sempre semplice capire quali saranno le scelte giuste da fare. L’invito è alla prudenza e al buon senso. La corsa riprende, il semaforo ci invita a procedere. Dobbiamo muoverci nella giusta direzione e ripartire, anche se non siamo ancora pronti. In gioco ci sono la salute e il benessere economico: per difendere la prima rischiamo di perdere il secondo. Ma se dovessimo fare le scelte sbagliate potremmo perderli entrambi.

Francesco Bonito

16 maggio 2020 – © Riproduzione riservata

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