Piante e sindrome premestruale

La sindrome premestruale (SPM) è una combinazione complessa di sintomi psicologici quali irritabilità, aggressività, tensione, ansia, depressione, e sintomi somatici come ritenzione idrica, cefalea, gonfiore, dolore al seno, che si verificano in concomitanza della fase luteinica del ciclo e scompaiono pochi giorni dopo l’inizio della mestruazione.
La maggior parte delle donne in età riproduttiva lamentano sintomi più o meno accentuati. Le cause di tali disturbi non sono stabilite con certezza: probabilmente concorrono uno squilibrio ormonale, carenze nutrizionali, ritenzione di sodio, carenza di serotonina, abnorme risposta neuronale alla normale funzione ovarica, etc. L’approccio farmacologico prevede l’utilizzo di antidepressivi, diuretici, progesterone, impianti di estrogeni e così via.
Da un punto di vista storico i fitoterapici di tipo ginecologico sono stati classificati generalmente come emmenagoghi, ovvero sostanze che aumentano (per qualità e durata) il flusso mestruale quando questo è scarso e lo promuovono quando è assente. Le piante emmenagoghe a loro volta sono state suddivise in ormonali, se agiscono sul sistema endocrino, vasali, se facilitano il mestruo aumentando il flusso sanguigno nella mucosa uterina, ed infine ematiche, se diminuiscono la coagulabilità del sangue e dunque ne aumentano la fluidità.
Le classiche piante medicinali emmenagoghe sono quelle ricche in oli essenziali: la Ruta (Ruta graveolens L.), il Rosmarino (Rosmarinus officinalis L.), il Prezzemolo (Petroselinum crispum Mill).
Le piante che attualmente vengono impiegate e raccomandate dalla commissione E tedesca per alleviare la SPM sono diverse. Citiamo la Cimicifuga, l’Agnocasto, l’Achillea ma anche l’Enotera, il Trifoglio rosso, la stessa Soia. Gli studi scientifici si susseguono su queste piante e spesso danno risultati contrastanti. Necessario è sottolineare che la maggior parte di tali studi (per non dire la quasi totalità) vengono condotti su estratti secchi di piante titolati rispetto ad un unico principio attivo.
La tradizione erboristica ci ha lasciato un enorme bagaglio di rimedi popolari. La nostra missione da erboristi è salvaguardarlo e tramandarlo alle generazioni future. Per alcune problematiche le tisane non possono essere sostituite da nessun tipo di estratto o integratore. A tale scopo suggeriamo di annotare la ricetta di questa tisana e di utilizzarla in caso di necessità.  

TISANA PER LA DISMENORREA (dolori mestruali)
– Calendula fiori 20g
– Achillea 25g
– Camomilla 25g
– Anice verde frutti 15g
– Menta Piperita 15g
Un cucchiaio da tavola per tazza d’acqua bollente. Lasciare in infusione 15-20 minuti, filtrare e bere due tazze al giorno. Cominciare l’assunzione una settimana prima dell’inizio del ciclo e proseguire durante i primi giorni.

Simona Otranto, Erborista

27 giugno 2020 – © Riproduzione riservata

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