Piante e disturbi urogenitali femminili

Frequenti nelle donne sono le infezioni recidivanti urogenitali, in particolare mi riferisco a vaginiti e cistiti, trattate nella maggioranza dei casi con antibiotici (a volte utilizzati in modo inappropriato). Frequenti sono anche le resistenze batteriche e fungine che si creano ai trattamenti tradizionali. Questo il motivo per cui sempre più numerose sono le donne che si avvicinano alla fitoterapia. Numerose sono infatti le piante che esercitano un’attività disinfettante, diuretica, antinfiammatoria e spasmolitica sulla muscolatura liscia delle vie urinarie sufficiente, anche negli episodi acuti, a lenire i classici sintomi estremamente fastidiosi quali bruciore, minzione frequente, dolore e perdita di sangue dalle urine.
Le classiche piante disinfettanti delle vie urinarie appartengono alla famiglia delle Ericaceae: Uva ursina, Erica, Corbezzolo, Mirtillo rosso. 
Le foglie di Uva ursina, Arcotostaphylos uva-ursi L., sono le più utilizzate in particolare nelle tisane in abbinamento a piante a carattere diuretico. Contengono arbutina, acido ursolico, tannini e sali di potassio. Noto e frequente è anche l’utilizzo del Mirtillo rosso americano noto come Cranberry (Vaccinium macrocarpum Ait). In particolare si utilizza il succo delle bacche in modo preventivo. Aiuta infatti a prevenire le cistiti recidivanti. Contiene alta concentrazione di polifenoli che inibiscono l’adesione dei colibacilli alla parete dell’intestino e della vescica. Si tratta di un arbusto tipico del Canada simile al nostro Mirtillo (Vaccinium myttyllus) il cui succo è particolarmente ricco di antocianine e viene escreto dal nostro organismo attraverso le urine. In tal modo “tocca” le pareti delle vie urinarie riducendo l’adesione delle cellule batteriche che provocano le infezioni e, come dimostrato in vitro da studi scientifici, provocando il distacco di circa il 70% delle cellule batteriche già precedentemente adese.
L’Echinacea, L’Uncaria e tutte le piante immunostimolanti in genere meritano attenzione in quanto esercitano un’azione aspecifica a carico dell’urotelio e sono utili soprattutto nelle flogosi recidivanti. Anche le piante diuretiche rivestono particolare importanza nel trattamento delle cistiti. Betulla, Gramigna, Pilosella, Ononide,  Orthosiphon, Mais, Equiseto, Tarassaco ecc. abbinate all’assunzione di maggiori quantità d’acqua contribuiscono alla risoluzione del problema lenendo i fastidiosi sintomi. 
Le Vaginiti ricorrenti comuni hanno origine generalmente polimicrobica (stafilococchi, streptococchi, clamidie, Ttichomonas, Candida, micoplasmi). La fitoterapia utilizza in questi casi,  in particolare nelle forme batteriche o fungine, ovuli o gel vaginali a base di oli essenziali. Tra tutti è da citare quello di tea tree (Melaleuca alternifolia). Quest’ultimo ha dimostrata azione antimicotica e antibatterica. Lavande con estratti di piante (Calendula, Malva, Aloe) ad azione lenitiva, disinfettante ed antinfiammatoria coadiuvano il trattamento.

TISANA CISTITE 
– Uva Ursina 40g
– Gramigna 25g
– Verga d’oro 15g
– Menta 10g
– Ononide 10g
Due cucchiai della miscela in ½ litro d’acqua. Bollire a fuoco lento per 10 minuti. Lasciare intiepidire. Filtrare e bere metà al mattino e metà la sera a digiuno.

Simona Otranto, erborista

5 settembre 2020 – © Riproduzione riservata

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