Pd, volano gli stracci di Carmine Landi

Sono i giorni più difficili per il Partito democratico battipagliese. Soltanto sulle sponde del Tusciano e a Sant’Arsenio, nei giorni scorsi, non s’è riunita la convenzione nella quale gli iscritti avrebbero dovuto votare l’aspirante segretario nazionale preferito tra Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano. Di conseguenza solo Battipaglia e il circolo valdianese, alla convenzione provinciale di mercoledì 5 aprile, non hanno potuto inviare i delegati. Sette le poltrone inizialmente riservate ai dem battipagliesi e poi rimaste vuote. Ad assumere la scelta di sospendere la convenzione cittadina è stata la commissione provinciale per il congresso, dopo che la commissione regionale di garanzia aveva ascoltato il segretario cittadino Davide Bruno, che aveva presentato ricorso relativamente al caos tesseramenti. Gli iscritti al Pd battipagliese, infatti, sono 471, ma il segretario ha attestato personalmente soltanto 184 tesseramenti. Da qui la scelta di ricorrere alla commissione regionale. Il presidente Donato Liguori ha ascoltato sia il numero uno dei dem battipagliesi sia la presidente della commissione provinciale per il congresso, Mena Arcieri, alla quale ha rinviato l’ultima decisione. La Arcieri e gli altri hanno optato per la sospensione. «Si tratta d’una scelta saggia, come ho avuto modo di sottolineare sabato, quando m’hanno chiesto un parere in merito», dice il segretario provinciale Nicola Landolfi. Proprio lui, in passato, aveva richiesto il commissariamento del circolo cittadino.
E adesso c’è chi ricalca quella posizione. Si tratta degli attivisti del Comitato per Matteo Renzi, coordinato da Gelsomino Megaro, che parlano d’una «crisi alla quale solo il commissariamento del circolo può porre rimedio» e tuonano che «difendere il partito come ha fatto Bruno, ricorrendo contro sé stesso e non consentendo di votare ai concittadini che avevano aderito al Pd, è il segno più emblematico». S’invoca Liguori affinché mandi un emissario di partito a coordinare l’attività del Pd battipagliese: «Alla luce della saggia interpretazione della commissione provinciale, siamo certi che la commissione regionale saprà essere coerente rispetto all’annullamento della convenzione, che è già un commissariamento di fatto».
Naturalmente non è mancata la replica d’uno stizzito Bruno a quello che lui stesso ha definito «pseudocomitato che con dichiarazioni dubbie e posizioni non dovute, nuoce al risultato di Matteo Renzi alle primarie». A detta del segretario di sezione «si cerca di inquinare la realtà, la vita po-litica di questa cit-tà e del partito» . Bruno difende la scelta di fare ricorso, che «è a tutela degli iscritti e dell’immagine del Pd» e aggiunge che «la sospensione della convenzione dimostra che l’iscrizione a un partito è un’azione seria e consapevole». Infine il segretario parla d’«un’ossessione patologica da più di un anno, da parte di chi, parlando di commissa-riamenti inesistenti, ha sbagliato e per-so su tutti i fronti mentre il Pd a Battipaglia ripr-ende centralità nelle vicende politiche». Si profilano giorni di tensione per il Pd cittadino, che dovrà comunque organizzare le primarie del 30 aprile per il segretario nazionale. Consultazioni aperte a tutti, tesserati e non.

Nelle foto: Davide Bruno e Gelsomino Megaro

7 aprile 2017 – © Riproduzione riservata
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