Ottime compagnie di Roberto Lembo

Il mondo vegetale festeggia il ritorno della stagione primaverile liberando nell’aria profumi e una varietà infinita di pollini. Ne sanno qualcosa le persone allergiche: nasi chiusi, starnuti, occhi rossi, prurito, asma. Ma non sono solo gli allergeni stagionali (sostanze che possono scatenare reazioni allergiche come ad esempio i pollini) a dare problemi; esistono anche quelli perenni, cioè presenti in tutte le stagioni dell’anno. Tra questi i più frequenti sono il pelo di cane e di gatto. “Mio figlio desidera tanto un cucciolo ma abbiamo paura delle eventuali malattie ed allergie che questa scelta potrebbe comportare”. Un articolo comparso recentemente sulla rivista scientifica Microbiome smentisce questo timore così diffuso tra i genitori: il contatto con gli animali da compagnia aiuta i bambini a difendersi dalle allergie e dalle infezioni intestinali. In tutti questi anni abbiamo fatto vivere i nostri figli in ambienti casalinghi asettici. Spinti anche dai messaggi pubblicitari abbiamo cercato di disinfettare tutto: dai pavimenti fino, addirittura, ai vestiti messi a lavare in lavatrice. Questo non vuol dire che dobbiamo tornare tutti a vivere nelle stalle. Ben venga la pulizia delle nostre abitazioni o la disinfezione quando sono presenti malattie infettive da debellare: è l’eccesso che storpia.
E mentre ci affannavamo a disinfettare le nostre case, inquinavamo sempre più l’ambiente esterno nel quale poi viviamo tutti, compresi i nostri bimbi. Tutto ciò ha fatto impazzire il nostro sistema immunitario causando l’aumento esponenziale delle malattie allergiche e non solo.
La presenza in casa di cuccioli o di altri animali da compagnia ripristina una sorta di equilibrio naturale, aiutando i bambini ad accumulare due tipi di batteri nell’intestino, che sono associati a un minor rischio di allergie e obesità. È quanto ci riferisce lo studio canadese pubblicato dalla suddetta rivista.
Quando i ricercatori hanno analizzato i campioni di feci di 746 bambini, hanno scoperto che il contatto con cani e gatti di casa durante la gravidanza e la prima infanzia era associato a livelli più elevati di due microrganismi intestinali: Ruminococcus e Oscillospira, che sono correlati ad una minore probabilità di sviluppare, rispettivamente, allergie e obesità. Inoltre i bambini esposti agli animali da compagnia in gravidanza o dopo il parto presentavano basse concentrazioni di Streptococcus nell’intestino, quindi minori probabilità di ammalarsi di polmonite: tale batterio può causarla facilmente nei neonati. Così come l’esposizione all’animale da compagnia è stata correlata nei bambini nati da parto cesareo a livelli più bassi di enterobatteri nelle feci. I piccoli nati da tale modalità di parto presentano una flora batterica intestinale diversa da quella dei bambini nati da parto spontaneo. A tre mesi di vita i bambini nati da cesareo presentano livelli più elevati di enterobatteri, quindi maggiori possibilità di presentare malattie da salmonella o altre infezioni intestinali.
Tutti questi risultati si aggiungono a quelli di tanti altri articoli scientifici che confermano come  l’esposizione agli animali da compagnia o agli animali da fattoria determini un minor rischio di problemi di salute come l’asma e le allergie. Nella flora intestinale dei bambini nati in case dove vivono animali, i batteri “buoni” sono più comuni.
Questa maggiore diversità e ricchezza della flora batterica intestinale sembra proteggere il bambino dalle malattie legate agli squilibri del sistema immunitario. Il contatto con gli animali, insomma, pare faccia bene.
Chissà se gli animali potrebbero dir lo stesso di noi esseri umani…

19 maggio 2017 – © Riproduzione riservata
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