Opere e omissioni di Carmine Landi


S’era parlato d’un piano possibile, diverso dai libri dei sogni presentati negli anni precedenti, e invece i fondi della prima annualità del Programma triennale delle opere pubbliche non ci sono più. E intanto a Palazzo parte la corsa ai fondi del Pics per la riqualificazione del centro urbano.
Dodici mesi fa ci si aspettava un anno d’oro per l’edilizia scolastica, e invece l’elenco degli interventi previsti per il 2017 è finito appallottolato nel cestino insieme al vecchio calendario. In fumo pure molti di quei quattrini che, nelle intenzioni dell’amministrazione, sarebbero valsi la manutenzione straordinaria del lastrico solare delle Fiorentino, la messa in sicurezza e la ristrutturazione delle Marconi e delle Calamandrei e l’adeguamento alla normativa antincendio dei plessi scolastici: interventi che costavano quasi un milione di euro, ritenuti prioritari nel programma triennale delle opere pubbliche, votato ad aprile 2017 in consiglio comunale, tant’è che l’ex assessore Giuseppe Provenza li aveva inseriti nella prima annualità. E alla fine, di quei soldi, è rimasto soltanto un residuo di mutuo da 240mila euro, che dovrebbe essere speso per il rifacimento del solaio delle Fiorentino: il Comune aveva fatto i conti senza un oste chiamato Regione Campania. Alcuni dei mutui che l’amministrazione avrebbe voluto devolvere all’edilizia scolastica, infatti, vanno restituiti: andavano spesi prima e, in molti casi, erano vincolati agli impianti sportivi. L’amara scoperta è stata fatta durante un incontro tra i comunali e i tecnici regionali. Per riqualificare le scuole si mira ai fondi europei di sviluppo regionale, ma bisogna essere censiti all’Anagrafe dell’edilizia scolastica, e negli uffici regionali di Mercogliano non c’è ancora traccia delle carte d’identità dei plessi battipagliesi. E non ci sono neppure le certificazioni sismiche. Il neodirigente urbanistico Carmine Salerno sta lavorando per chiudere una partita irrisolta da anni.
E intanto gli ingegneri municipali, guidati dal responsabile tecnico Pasquale Angione, stanno predisponendo un ambizioso progetto: una nuova De Amicis, con tanto di teatro comunale, il restyling di piazza Amendola e piazza della Repubblica e la riqualificazione dell’area delle Comprese. L’indicazione arriva da Cecilia Francese, che inizialmente aveva pensato di investire i fondi del Pics, il Programma integrato città sostenibile, nell’edilizia scolastica e in una nuova rete di scolo, ma poi in terra partenopea, durante un confronto coi referenti di Palazzo Santa Lucia, ha saputo che sarebbe stato più semplice prendere quei soldi dirottandoli sulla parte storica della città. E la controproposta è piaciuta ai delegati regionali: un mastodontico progetto di riqualificazione del centro urbano. La prima cittadina ha parlato d’un restyling dell’area delle comprese: la zona antica sarà pavimentata e gli edifici e le strade saranno sottoposti a un piano colore che preservino la storicità del cuore urbano di Battipaglia. Una vera e propria isola pedonale, quella che sorge tra via Sica, via Puccini e piazza Petrone, delimitata da piazza Madonnina e da piazza della Repubblica: se dalla Regione arrivasse l’okay, le due piazze verrebbero completamente rifatte. Sarebbe rifunzionalizzata pure l’ex scuola elementare Edmondo De Amicis, un centro culturale che ospiterebbe spazi di aggregazione giovanile e per anziani e start-up innovative: alle spalle della struttura, un teatro comunale coperto. E poi il wi-fi gratuito lungo le vie del centro, i bus elettrici per la mobilità sostenibile e, in qualche quartiere, i cassonetti interrati. La Regione risponderà il 26 gennaio.

12 gennaio 2018 – © Riproduzione riservata
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