Ombre rosse di Francesco Bonito

Gianpaolo Lambiase e Donato Santimone: credo che questi due nomi non dicano nulla alla maggioranza dei nostri lettori; e temo che molti di quelli che in questi giorni hanno gridato allo scandalo, citando questi due nomi, neanche sappiano chi siano.
Ma facciamo un passo indietro. La scorsa settimana la sindaca Cecilia Francese nomina Santimone e Lambiase suoi consulenti non retribuiti, affidando loro due deleghe specifiche: la riqualificazione della fascia costiera e l’area Zes (Zona economica speciale). Come quasi tutti quelli che ne stanno parlando, so poco del curriculum professionale dei due, tranne le notizie che si possono attingere dalla rete web, perciò non mi esprimo né sul loro valore né tantomeno sulla bontà della scelta. Si tratta di due tecnici, la loro capacità si misurerà nel tempo e, come nel caso di tutti gli altri collaboratori della sindaca, sarà Cecilia Francese a rispondere politicamente (in termini di consenso, intendo) del loro operato. Proprio in virtù di questa scontata e banale premessa, resto letteralmente esterrefatto di fronte alle prese di posizione di alcuni opinion leader della politica nostrana che, commentando le due nomine, hanno sollevato una feroce polemica. Il motivo della bocciatura della scelta? I due sarebbero “ebolitani” e “comunisti”. Sì, avete letto bene. La sindaca è sotto attacco, soprattutto da parte di esponenti di centrodestra, suoi sostenitori attuali o di un recente passato, perché ha scelto due ebolitani di sinistra (sic). E qualcuno si è spinto oltre, ipotizzando una colpa ancora più grave: le decisioni di Cecilia Francese non sarebbero autonome, bensì ispirate, condizionate, dal suo compagno, Gerardo Rosania, un altro “ebolitano comunista”. Non sembra vero, ma è andata proprio così!
Per sgombrare il campo da fuorvianti semplificazioni, ricordo ai lettori meno attenti che questo giornale ha spesso avuto una posizione di circostanziata critica nei confronti dell’amministrazione Francese, così come verso le precedenti, quando si palesavano incapaci o negligenti. Non siamo quindi abituati a fare i difensori d’ufficio della sindaca. Detto questo, possiamo invitare leader di partito, consiglieri comunali e tutti gli altri, a poggiare le loro critiche su argomenti più solidi e razionali. Battipaglia ha giganteschi problemi e profonde contraddizioni, materia per criticare l’operato della sindaca non manca! Dico di più: Nero su Bianco, nel suo piccolo, può venire in soccorso di chi volesse pungolare la sindaca e stimolare l’azione amministrativa. In redazione (ma anche online, sul nostro sito) conserviamo l’archivio completo dei numeri del giornale: basta sfogliare quelli degli ultimi due anni per avere un lungo elenco di cose che in città non vanno, di problemi irrisolti, di soluzioni inefficaci.
Ma facciamo un passo avanti. Chiediamo a chi governa di affrontare e risolvere i problemi, che sono tanti e complessi; chiediamo impegno, dedizione, trasparenza e scelte fondate sul merito, sulle capacità. Lasciamo il clima da derby agli stadi e agli ultras la difesa del campanile.

12 ottobre 2018 – © riproduzione riservata
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