Novanta, ma non li dimostra

Potevamo scrivere delle misteriose dimissioni “effetto domino” dei cinque portavoce del comitato Battipaglia dice no; oppure del piano comunale di rifacimento del manto stradale delle principali vie cittadine; oppure della sostituzione delle bandiere presso gli uffici comunali di via Plava (diamo atto che l’ente ha risposto sollecitamente alla provocazione della copertina del numero 313), oppure delle consuete scaramucce in consiglio comunale. Ma, credeteci, non ce l’abbiamo fatta: per una volta abbiamo preferito occuparci d’altro.  Di poesia, con un nuovo spazio dedicato alle poesie dei lettori; di storia, ricordando il novantesimo “compleanno” di Battipaglia. Per farlo, una bella foto dei primi anni Trenta in copertina, con il Municipio ospitato in una delle comprese; e un lungo estratto dalla Relazione per la elevazione di Battipaglia a comune, scritta da Alfonso Menna nel febbraio 1929. Abbiamo riportato quasi integralmente il paragrafo dedicato alle note etnografiche: un’interessantissima descrizione della Battipaglia degli anni Venti e dei suoi abitanti. Documento prezioso per far comprendere chi eravamo, dove eravamo, e quanta strada Battipaglia ha fatto anche grazie a quei primi “coloni”.
E quanta ne deve ancora fare. Alcuni passi della Relazione di Menna sembrano descrivere tratti ancora tipici della nostra comunità: quando il funzionario prefettizio indica la funzione che dovrà svolgere il nuovo Comune, parla di superare “la diffidenza, la gelosia, la grettezza di molti”. Come dargli torto, ieri come oggi.

Nella foto: Battipaglia, la prima sede del Municipio

Francesco Bonito

23 marzo 2019 – © Riproduzione riservata

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