Non c’è solo polvere sotto il tappeto di Silvana Magali Rocco


Secondo l’indagine della Regione, Battipaglia ha tre siti potenzialmente contaminati e altri venti sono in attesa di analisi approfondite

Nel sito di stoccaggio provvisorio di rifiuti situato in località Castelluccio di Battipaglia è stata riscontrata la presenza di gravi contaminanti ambientali quali idrocarburi e policlorobifenili (PCB), in concentrazioni tali da giustificarne l’inserimento nell’elenco dei siti potenzialmente contaminati (CSPC) della Regione Campania. Questo è quanto emerge dall’aggiornamento delle tabelle del Piano regionale di Bonifica Dgr 129/2013 approvato il 28 dicembre 2017 dalla Giunta Regionale della Campania con la delibera n. 831.
Il sito di stoccaggio provvisorio di rifiuti del Castelluccio è da molti anni al centro dell’attenzione di ambientalisti,  movimenti politici e comitati di cittadini che, nel corso degli anni, hanno più volte segnalato e denunciato il grave rischio di inquinamento ambientale connesso alla inidoneità del sito. La presenza di sostanze nocive quali idrocarburi, in particolar modo di policlorobifenili, conferma le urgenze denunciate in passato, in quanto  trattasi di sostanze altamente tossiche, difficilmente degradabili che si accumulano nell’ambiente e nella catena alimentare. Ora sarà interessante capire l’insieme delle attività che verranno messe in atto  per ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali, in modo da conseguire le informazioni di base su cui prendere decisioni realizzabili e sostenibili per la messa in sicurezza e bonifica del sito nonché risalire ai responsabili di tale inquinamento.
Oltre al sito Castelluccio, nell’elenco dei siti potenzialmente contaminati presenti sul territorio di Battipaglia, ritroviamo l’ex punto vendita di carburanti dismesso Q8 situato  nella località Taverna e la stazione ferroviaria lotto ovest ed est per l’abbandono incontrollato di rifiuti; sito già inserito nel 2013 nel censimento dei siti in attesa d’indagine. Il sito Q8 era  già presente nel Piano  Bonifiche del 2013, nel censimento dei siti potenzialmente contaminati.
Nulla di nuovo per quanto riguarda  l’elenco dei siti in attesa d’indagine: di fatto vi ritroviamo ben 20 casi già noti nel Piano Bonifiche precedente: Caputo Nicola (Autodemolitore); Cgs Arl (Impianto Trattamento Rifiuti); Ecorab (Impianto Trattamento Rifiuti); Impianto Stir (Impianto Trattamento Rifiuti); Ex P.V.C. Q8 (Punto Vendita Carburanti Dismesso); Comune Via Plava (Attività Produttiva Dismessa); Bitmoil Srl (Attività Produttiva); Sud Plast Srl (Attività Produttiva); I.Co. Inerti Srl (Attività Produttiva); Eco Service Rigenerazioni (Attività Produttiva); Co.Me.G. Srl (Impianto Trattamento Rifiuti); Ri Ba Sud Srl Attività Produttiva; Inerti Adinolfi Srl Produttiva; Ma.Ce. Srl Attività Produttiva; Marigliano Bernardo Attività Produttiva; Nappi Sud Servizi per Aziende Impianto Trattamento Rifiuti; Ecopneur Autodemolitore Rifiuti; New Rigeneral Plas Srl Attività Produttiva; Loc. Via Plava (c/o costruendo parcheggio) Attività Produttiva Dismessa; Sito di stoccaggio di Balle Zona Industriale. Nell’elenco riportato troviamo diciotto attività private, un’attività pubblica (lo Stir), e un sito la cui proprietà risulta non nota (stoccaggio di balle in zona industriale).
Dunque il territorio di Battipaglia compare con tre siti nell’elenco dei siti potenzialmente contaminati e con venti siti sub iudice. Anche la  discarica consortile di Grataglie-Castelluccio (codice 5050C001), situata nel territorio di  Eboli ai confini con Battipaglia, risulta  dal 2013 nell’elenco dei siti in attesa d’indagine. Per ora nessun sito appare nell’Anagrafe dei Siti da Bonificare da parte della Regione Campania. Il censimento dei siti potenzialmente contaminati contiene l’elenco di tutti i siti d’interesse regionale, per i quali sia stato già accertato il superamento della concentrazione della soglia di contaminazione. Quindi le  tre aree individuate a Battipaglia sono  oggetto di accertamenti quali caratterizzazioni e  messa in sicurezza. Nel caso in cui le concentrazioni dei contaminanti presenti nei siti risultino inferiori alle concentrazioni soglia di rischio i siti saranno classificati “non contaminati” ed il procedimento di bonifica avviato si concluderà. Nel caso invece che le concentrazioni dei contaminati presenti nei siti risultino superiori alle concentrazioni soglia di rischio i siti saranno classificati “contaminati” e  scatterà l’obbligo di bonifica.

12 gennaio 2018 – © Riproduzione riservata
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