Museo e Bosco di Capodimonte

Continuiamo la nostra rassegna alla scoperta delle bellezze campane, parlandovi di una delle città che tutto il mondo ci invidia, meta prediletta, nel corso dei secoli, di intellettuali ed artisti internazionali, ovvero, Napoli: un vero “paradiso” in terra, “dove si desidera soltanto vivere” secondo le parole del famoso poeta tedesco Goethe, che qui soggiornò per un breve periodo della sua vita, nel lontano 1787. Risulta difficile parlare della bellezza di Napoli e dei suoi moltissimi tesori in poche righe, per cui abbiamo deciso di accompagnarvi in un tour virtuale, scandito da più tappe, alla ricerca dei luoghi più belli di questa città da visitare da soli o in compagnia. 
Questa volta vi parleremo del Museo di Capodimonte, con le sue straordinarie opere d’arte, raggiungibile facilmente da Battipaglia in automobile oppure in treno.
Il Museo di Capodimonte è nato nel XVIII secolo, per il desiderio del re Carlo di Borbone di fornire una degna sistemazione alle opere d’arte avute in eredità dalla madre Elisabetta Farnese.
Una volta arrivati a destinazione, vi troverete di fronte ad una imponente reggia, suddivisa su tre livelli distinti e circondata da un giardino incontaminato, il Real Bosco di Capodimonte, nominato parco più bello di Italia nel 2014, grazie al suo indiscutibile patrimonio storico, architettonico e botanico, da apprezzare allo stesso modo dei preziosi capolavori custoditi all’interno del museo.
Dopo aver passeggiato nel giardino tra edifici storici, statue, fontane, orti e frutteti, inebriati dal profumo delle camelie e di altre piante esotiche, potrete dedicarvi alla visita il museo.
Il primo piano ospita tra le diverse collezioni, quella Farnese, il nucleo fondante del museo. Qui potrete ammirare opere di grandi artisti, italiani e non, che lavorarono al servizio di questa potente famiglia come, ad esempio, Tiziano, Correggio, il Parmigianino e tanti altri.

Giunti al secondo piano, sarete travolti dall’opulenza della Galleria Napoletana che custodisce, oltre a sculture e arazzi, preziosi dipinti tra i quali non vanno dimenticati la Flagellazione di Cristo del Caravaggio, il cui soggiorno a Napoli, nella prima metà del ‘600, fu determinante per la pittura sacra partenopea, e Giuditta che decapita Oloferne di Artemisia Gentileschi (nella foto).
Se questo non bastasse, pensate che il museo ospita anche una collezione di arte e una sezione fotografica. Non dimenticate, inoltre, che fino al 14 luglio, potrete visitare la mostra Caravaggio Napoli che mette a confronto sei capolavori del famoso artista con ventidue quadri di pittori napoletani.

Eliana Ferraioli

31 maggio 2019 – © Riproduzione riservata

Facebooktwittergoogle_plusmail