Michele Cammarano: «Sì al compostaggio, ma non qui» di Paolo Vacca

Michele Cammarano, originario del Cilento, ma battipagliese a tutti gli effetti, è stato eletto in consiglio regionale nel 2015. E sull’impianto di compostaggio, il consigliere pentastellato ha subito chiarito di essere favorevole, purché sia un sito di tipo anaerobico: «Ho vissuto a Battipaglia per tanti anni e ho i ricordi della puzza. Trovo aberrante e paradossale una situazione del genere in una città alle porte del Cilento. Anche il sansificio danneggia molto Battipaglia e contribuisce agli aromi che si diffondono nell’aria. Generalmente siamo a favore del compostaggio anaerobico. In alcune città, per esempio Livorno, si stanno realizzando. Il problema di Battipaglia è che non si può reggere il carico di umido; più che un piano di interesse, la Regione avrebbe dovuto progettare un programma per l’ubicazione dei siti, per non appesantire i centri urbani, collocando gli impianti in zone meno urbanizzate, facilmente raggiungibili, per non creare disagi alla popolazione».
E poi svela: «In commissione ambiente, il presidente Gennaro Oliviero si è detto disponibile ad ascoltare le istanze e le esigenze dei cittadini battipagliesi. Ora, però, bisogna fare un po’ di pressione. L’assessore Fulvio Bonavitacola sembra abbastanza deciso. Noi abbiamo chiesto un’audizione urgente durante la quale verranno ascoltati il Comune di Battipaglia, l’Arpac e il comitato spontaneo di cittadini».
Secondo Cammarano, è importante fare squadra con i comuni limitrofi. «Non bisogna ostacolarsi. È necessario combattere la battaglia senza doppi fini, facendo corpo unico. Questa è una battaglia di tutti, ho mia sorella che vive ancora a Battipaglia, quindi posso capire la situazione. Inoltre c’è da dire che, anche se apparentemente non fa male e non causa malattie, la puzza inficia la qualità della vita e crea forti disagi».
In molti, in primis Renato Vicinanza, hanno rimproverato una scarsa attenzione alla problematica da parte di Cammarano. «Quando in consiglio comunale – spiega Cammarano – si è parlato della problematica, io c’ero e ho dato la mia disponibilità. Ho fatto richiesta di audizione urgente e sono stato in contatto con i comitati e con i vertici dell’amministrazione. Credo di aver fatto tutto ciò che era necessario. Come ho votato quando in Regione hanno discusso dell’impianto? Non ho votato e non potevo saperlo perché non sono in commissione Ambiente. Sto nell’ottava commissione, quella che riguarda caccia, pesca e attività produttive, oltre che in quella sulla Terra dei Fuochi».
L’esponente del Movimento 5 Stelle non ha dubbi: «Il vero problema non è il Comune, ma Vincenzo De Luca. Se non fai come dice lui, c’è il rischio che ti blocchi i fondi. E questo aspetto potrebbe essere un deterrente. Sono certo che Cecilia Francese sia contraria alla realizzazione dell’impianto, ma allo stesso tempo potrebbe aver paura che i finanziamenti vengano revocati. Ripeto: è fondamentale che i consiglieri, l’Ente, il comitato e chiunque voglia appoggiare questa battaglia, a prescindere dal colore politico, facciano rete comune. Poi i sindaci devono mettere la fascia e far sentire la voce, protestando sotto palazzo Santa Lucia».
Cammarano smentisce pure la presunta lite tra Bonavitacola e De Luca. «Ce ne saremmo accorti. Non c’è stata nessuna lite. Piuttosto stiamo cercando di capire cosa è successo in passato, se ci sono stati pareri tecnici. Se è vero che è stato formalizzato l’iter che c’è stato in Regione. L’audizione deve essere calendarizzata dal presidente Oliviero. Spero che venga fissata subito. C’è bisogno che anche qualcuno della maggioranza ci dia una mano perché quando non hai la presidenza possono volerci tempi lunghi».
Ma quale potrebbe essere la soluzione secondo Cammarano? «Ribadisco che, non bruciando nulla, il sito di compostaggio anaerobico potrebbe portare benefici. La chiave è nella gestione. Se i siti sono ben gestiti, i miasmi non dovrebbero esserci. Un problema che invece è reale è il traffico: tanti comuni dalla provincia verranno a conferire l’immondizia. Ecco perché la Regione avrebbe dovuto situarlo in mezzo alle campagne, in siti dislocati. Posti che non diano fastidio alle persone, in modo che i camion non intasino il traffico. A quel punto non c’è bisogno di chiedere nemmeno le autorizzazioni ai comuni e s’evitano proteste».
Infine Cammarano lancia un appello a De Luca: «Il presidente si attivi per effettuare controlli seri sullo stir di Battipaglia. Come risulta da sopralluoghi effettuati, l’impianto è ormai saturo e la relazione dei tecnici dell’Arpac fornisce un quadro davvero allarmante. Stando alle relazioni, si sono evidenziati numerose irregolarità e disfunzioni che ne compromettono la sicurezza. Ci sono tubature che perdono, filtri non funzionanti, rifiuti stoccati. E poi bisogna avviare e portare a termine la bonifica del territorio. come stabilito in più documenti ufficiali, e verificare la reale efficienza economica dello stir, valutandone lo smantellamento o un ridimensionamento».

6 ottobre 2017 – © Riproduzione riservata
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