Maturità: parlano gli studenti

Lo scorso 19 giugno gli studenti italiani hanno affrontato il loro esame di maturità, temuto particolarmente dai maturandi viste le significative modifiche che il MIUR ha introdotto quest’anno. 
La prima prova scritta, uguale per tutti gli indirizzi di studio, consiste nello svolgimento di una delle tracce di italiano date, a scelta tra tre tipologie (analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità). 
Per la seconda prova, specifica per ciascun indirizzo, è stata introdotta la possibilità che sia multidisciplinare, come in effetti è accaduto per i licei: per lo scientifico la prova prevedeva la risoluzione di due problemi e otto quesiti di matematica e fisica, mentre gli studenti del classico hanno dovuto affrontare la traduzione di un testo dal latino (Tacito) e un testo dal greco (Plutarco).
Ma è la prova orale quella più temuta e che ha suscitato enormi dubbi fino alla fine: da quest’anno, al posto della “tesina”, viene richiesta una relazione sull’alternanza scuola lavoro. Il candidato sceglie tra le tre buste che la commissione gli sottopone, ciascuna contenente uno spunto di discussione multidisciplinare da portare avanti, con collegamenti che bisognerà realizzare al momento, proseguendo poi con la presentazione sull’esperienza di alternanza scuola lavoro, le domande sulle attività di cittadinanza e Costituzione e la correzione delle prove scritte.
Abbiamo incontrato alcuni studenti dopo lo svolgimento delle prove scritte, per cogliere le impressioni dei protagonisti.
Dal liceo scientifico Medi, Giuseppe dice: «La prima prova non è stata un problema, le tracce sono state semplici. Le difficoltà vere sono arrivate con la seconda, che non era alla portata di tutti; la multidisciplinarità è stata la vera complicazione». Di diverso parere Marilù, sempre studentessa del Medi: «La seconda prova è stata fattibile, soprattutto i quesiti, mentre i problemi erano molto scolastici». Il compagno di scuola Giovanni commenta così: «Credo che la modalità di valutazione di questo esame di Stato sia davvero buona: richiede molte capacità e abilità da parte di noi studenti, soprattutto nel colloquio orale. Per quanto riguarda le prime due prove, quella di italiano è stata molto semplice, l’altra meno».
Per quanto riguarda gli studenti dell’istituto Besta-Gloriosi, Pasquale commenta: «Mi aspettavo prove al livello della simulazione, più complesse. La seconda prova era più o meno del livello che ci aspettavamo. Ora si punta all’orale». Maria Pia, sempre del Ragioneria, confessa: «Descriverei questa prima parte dell’esame di Stato con una parola: ansia. Nonostante questo, col senno di poi, posso dire che le prove non erano così difficili come temevo». Infine, il racconto di Francesco: «Non sono arrivato molto teso alle prove scritte, forse grazie alle numerose esercitazioni svolte durante l’anno. La prima prova conteneva tracce a mio avviso molto interessanti, mentre la seconda è stata difficile, ma non impossibile».
Impressioni e opinioni differenti, giudizi quasi tutti positivi per questo nuovo esame di maturità. Nell’attesa del colloquio orale, a tutti i maturandi va un sincero augurio di tanti successi e tante sfide, accettate e vinte, a scuola come nella vita. Ad maiora!

Romano Carabotta

28 giugno 2019 – © Riproduzione riservata

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