Mario Mellone, una vita straordinaria

Lo scorso 3 giugno, a novantacinque anni, si è spento Mario Mellone. Difficile tracciare un profilo esaustivo dell’uomo e dell’imprenditore, una delle figure di maggior valore umano e professionale che Battipaglia abbia conosciuto. Passa a miglior vita una delle più brillanti menti dell’agricoltura e della zootecnia d’Italia, il cavaliere che con lungimiranza aveva intuito che gli imprenditori ortrofrutticoli del sud dovevano associarsi, creare sinergie. Il progresso andava costruito “goccia a goccia”, come quel sistema d’irrigazione che per primo aveva introdotto nei campi del Meridione d’Italia. Se oggi le coltivazioni della Piana sono un’eccellenza a livello mondiale, gran parte del merito va attribuito a Mario Mellone.
Nato a Battipaglia il 10 ottobre del 1922, si laurea giovanissimo in agraria e mette subito in atto il frutto dei suoi studi: nell’agro del Sele porta avanti un’azienda di 434 ettari che diventa velocemente il fiore all’occhiello del panorama ortofrutticolo italiano. La trasformazione fondiaria, con la bonifica di più di 250 ettari di terreno, i frutteti nelle aree aride, le prime fragole, i primi vigneti e la svolta casearia: è lui a metter su, negli anni ‘50, un allevamento di oltre 250 bufale. E poi, a Pontecagnano, la costituzione della “Società cooperativa produttori ortofrutticoli salernitani”: un’op (organizzazione di produttori) ante litteram che mette in commercio la produzione d’oltre 2mila ettari di terreno. Mellone è tra i fondatori dell’Agrosele spa, e poi s’industria per portare la logica delle op in tutte le province campane e a Campobasso. Negli anni ‘60 il suo nome appare in “Italia sotto inchiesta”, l’opera firmata dai giornalisti del “Corriere della Sera” Indro Montanelli e Piero Ottone. Meriti che, nel 1971, gli valgono la nomina di cavaliere del lavoro: è il più giovane d’Italia ad ottenere l’illustre riconoscimento.
Nel 1986, per volere del presidente della Repubblica Francesco Cossiga, diventa cavaliere di gran croce, e un anno dopo, quando il Banco di Napoli lo colloca tra i primi dieci imprenditori agricoli del sud-Italia, finisce nel prestigioso elenco degli Accademici corrispondenti dei Georgofili. E continua a sperimentare: grazie a lui, in Italia, appaiono le prime piante di kiwi. E le moderne tecniche di fertirrigazione. Nel 1997 l’Università Federico II di Napoli gli conferisce la medaglia d’oro e il titolo di agronomo illustre.
Mario Mellone vivrà nel ricordo di quanti lo hanno conosciuto come imprenditore illuminato, persona di elevatissima cultura e, soprattutto, gentiluomo.

La redazione di Nero su Bianco

10 giugno 2018 – © riproduzione riservata
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