Manca qualcuno

In vista del voto le dichiarazioni degli “ex” Barlotti, Pagano, Barile e Petrone

Le prossime elezioni comunali saranno un valido banco di prova anche per i tanti ex amministratori che hanno deciso di ritentare la scalata a Palazzo di Città.
Sfogliando i vecchi album fotografici, tanti volti li si ritrova in campo per le votazioni di giugno, ma tanti altri, invece, hanno deciso di non candidarsi.
Barlotti-GennaroTra gli ultimi sindaci, ad esempio, chi ha mollato del tutto la presa, com’è noto, è Gennaro Barlotti. Eppure il farmacista è stato corteggiato da diversi partiti e movimenti politici e civici: «È vero – conferma l’ex sindaco – e la cosa mi lusinga, ma ormai da nove anni, eccezion fatta per il comizio che feci accanto a Giovanni Santomauro nel 2009, ho deciso non prendere più attivamente parte alla politica locale, e non c’è una ragione specifica a fondamento di una scelta simile: si tratta d’un complesso di fattori».
E Barlotti non si sbilancia nemmeno sui candidati: «Da cittadino, sono in attesa della pubblicazione delle liste e dei programmi, perché finora ho sentito solo una gran confusione di nomi che girano da una parte all’altra; aspetto di leggere i programmi, perché sarà pur vero che le idee camminano sulle gambe degli uomini, ma, per il momento, ne ho sentite poche».
Carmine-PaganoIl grande assente è Carmine Pagano. L’ex consigliere comunale, un anno fa, pareva addirittura uno dei potenziali candidati alla poltrona di sindaco. «Non posso dedicare più tanto tempo alla politica per via dei molteplici impegni professionali, ma, a prescindere da ciò, ho sempre detto che la campagna elettorale per le elezioni regionali del 2015 era fine a sé stessa: mi reputo una persona coerente». Pagano, esponente di spicco di Fratelli d’Italia, supporta la candidatura di Ugo Tozzi («per quel poco che posso fare, gli darò una mano»), ma, a prescindere dal risultato elettorale, s’augura «che ci possa essere una grossa rivoluzione nel prossimo consiglio comunale, con volti nuovi, pieni di entusiasmo e freschezza e che s’intenerisca il clima che ha portato Battipaglia allo scioglimento». L’auspicio di Pagano, dunque, è che «il prossimo sindaco sia animato da buone intenzioni e l’opposizione costruisca il proprio lavoro sui programmi politici e non sulle denunce».
Barile-Gianluca-SXResta alla finestra pure Gianluca Barile, candidato al consiglio comunale alle elezioni del 2009 e assessore nei primi tre mesi dell’amministrazione di Santomauro: «Non mi candido per motivi di salute». Il giornalista, tuttavia, supporta apertamente la candidatura di Gerardo Motta, e Speranza per Battipaglia, civica a sostegno dell’imprenditore, è una lista che lo stesso vaticanista ha ceduto all’amico: «Ha i candidati più forti, e lui è l’unico che può garantire la pacificazione e la partecipazione costruttiva di tutte le forze politiche. La maggioranza dovrà fare il suo, ma anche l’opposizione potrà dare un contributo in termini di idee».
Raffaele-Cucco-Petrone
Ci va giù pesante, invece, Cucco Petrone, che fu consigliere comunale d’opposizione dal ’94 al ’97 e consigliere regionale dal 2000 al 2005: «Sono passati ormai dieci anni da quando persi le elezioni per la ricandidatura al consiglio regionale, e all’epoca mi dissi che avrei dovuto rispettare la volontà dei cittadini astenendomi dalla politica per almeno dieci anni». Decennio passato, ma nessuno convince il comunista: «Rispetto tutti i candidati, ma da battipagliese trovo devastante dover constatare come Battipaglia, ormai, sia il teatro di uno scontro familiare tra Roberto e Piero De Luca, figli del presidente della Regione Campania, che si fanno la guerra supportando l’uno Gerardo Motta e l’altro Enrico Lanaro».
E Petrone, per ora, non sposa la causa di nessuno: «Per caratteristiche personali, o per percorsi scelti, o per valutazioni politiche, ho difficoltà a scegliere un candidato, e preferisco ascoltarli sui programmi e sull’attendibilità». Rifondazione Comunista sta con Pietro Ciotti: «Io non ho più la tessera di partito, ma voglio capire quanto sia vera la frattura tra il sindacalista e il Pd, perché, se rispondesse a una scelta duratura, Ciotti avrebbe il mio voto». Proprio Petrone s’è attivato per istituire una task-force sulle promesse elettorali: «Stiamo mettendo su un gruppo, aperto a tutti i cittadini desiderosi di partecipare, che registri di volta in volta le promesse dei candidati, alla luce delle quali Battipaglia dovrebbe diventare un paradiso all’indomani del 6 giugno; lo scopo è quello di verificare, dopo le elezioni, se il sindaco manterrà le promesse».

6 maggio 2016 – © Riproduzione riservata
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