Lost in translation di Francesco Bonito

Per alcuni è il titolo di un delicato film del 2003 diretto da Sofia Coppola; per i più lost in translation, letteralmente perso nella traduzione, indica l’eventualità che alcune espressioni, tipiche di un idioma, perdano di significato traducendole dalla lingua originaria. L’espressione è tornata alla mente durante la genesi della nuova rubrica In-con-tra, dedicata ai lettori non italiani, all’esordio su questo numero (pagina 7) e promossa dalla nostra copertina. Può essere un rischio, infatti, avventurarsi nella traduzione dall’italiano alle altre lingue, ma abbiamo deciso di correrlo per dedicare uno spazio del nostro giornale alle comunità non italiane residenti a Battipaglia, rispondendo all’esigenza sempre più sentita di conoscenza e scambio tra culture diverse, indispensabile condizione per cominciare un dialogo, per favorire una reale integrazione. Forse siamo i primi a farlo, ma non è importante; è invece determinante provare a farlo bene, evitando luoghi comuni e approcci superficiali.
La sfida è impegnativa, perciò ci affidiamo a una persona sensibile e competente, Eugenio Mastrovito, che ci aiuterà a conoscere meglio cultura, tradizioni, esigenze degli stranieri residenti a Battipaglia, anche grazie ai contributi di occasionali “corrispondenti dall’estero” che vivono e lavorano non lontano dalla nostra redazione. Così come speriamo di fare cosa gradita agli stranieri, pubblicando notizie utili alla comprensione della burocrazia, della cultura e della lingua italiana. Uno scambio che auspichiamo arricchisca tutti: i battipagliesi e i non-battipagliesi, affinché Nero su Bianco diventi un luogo di ritrovo, uno spazio franco, dove chi non si conosce si in-con-tra, con tutte le sfumature che le tre preposizioni esprimono.
Per raggiungere il maggior numero possibile di stranieri, abbiamo deciso di tradurre nelle lingue parlate dalle comunità più numerose presenti in città: l’arabo, il punjabi, l’ucraino e il rumeno; ma solo questa volta, per consentire a tutti di capire le finalità della rubrica. Dal prossimo numero, l’articolo sarà scritto in italiano, con solo un breve sommario nelle altre quattro lingue, proprio perché contiamo di stimolare anche chi conosce poco la nostra lingua a impegnarsi per comprendere il contenuto dell’articolo. C’è sembrata la scelta più logica: un faticoso ma proficuo allenamento per chi legge.
Ma mi sono dilungato fin troppo: spetta a Eugenio Mastrovito – che ringrazio sentitamente – accompagnare i lettori lungo questa strada, forse impervia, ma certamente affascinante. Un percorso di conoscenza, di apertura, di crescita individuale e collettiva. Noi di Nero su Bianco con umiltà ci proviamo, scusandoci anticipatamente se capiterà che nel dialogo qualcosa sarà lost in translation. Lo facciamo per trovare nuovi amici e, magari, per farli trovare ai nostri lettori.

7 aprile 2018 – © Riproduzione riservata
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