L’Oisma, il giardino dei sogni dei ragazzi autistici

Nemmeno la pandemia può fermare i sogni. È nelle difficoltà che questi diventano un appiglio di speranza. Lo sanno bene i ragazzi e le ragazze dell’Oisma, l’Osservatorio italiano Studio e Monitoraggio dell’Autismo, che quotidianamente insegnano agli adulti la bellezza della genuinità. Lo diceva anche Will Smith, in un film cult: “Non permettere mai a nessuno di dirti che quello che desideri è irraggiungibile. Se hai un sogno, devi difenderlo”.
Nata dall’idea che la diversità sia un punto di rilancio, l’Oisma è una realtà sociale tra Roma e Battipaglia che mira ad affiancare bambini, ragazzi e adulti affetti da disturbi dello spettro autistico, ascoltando i loro desideri e valorizzandone le potenzialità con laboratori, meglio noti come atelier. È la condivisione il punto di forza di questo progetto, il primo che si rivolge a persone con neuro diversità ma anche normodotate, per far aprire gli occhi sulla bellezza di un mondo troppo spesso oscurato da pregiudizi e paure.
A spiegarlo è Annalisa Giancarlo, mamma, insegnante e “fata” dell’associazione nazionale i Bambini delle Fate. «Stimolare i nostri ragazzi è ciò che noi di Oisma abbiamo a cuore. Il laboratorio Il giardino dei libri, nato dall’amore per la lettura di mio figlio Nazareno, ha fatto da apripista a una serie di attività legate alle passioni dei nostri ragazzi. È da poco iniziato, infatti, il corso di teatro online, con la speranza di poter vedere il prima possibile i nostri “attori” sul palco; e ha preso il via anche il corso Manga Amici, tenuto da un gruppo di adolescenti con Asperger. Grazie al loro interesse per il Giappone, sono riusciti a vincere le difficoltà nel socializzare e nel dialogare. Sentirli raccontare di manga e anime, vederli alle prese con gli origami, ma soprattutto leggere nei loro occhi la felicità, riempie il cuore di gioia».
A proposito di sogni, quando l’emergenza sanitaria sarà finita, l’Oisma accompagnerà i suoi ragazzi alla scoperta del Paese del sol levante per trasformare in realtà ciò su cui hanno sempre fantasticato. E come una fata che realizza i desideri, l’associazione vorrà dar vita ad una pizzeria in cui lavoreranno tutti i ragazzi con neuro diversità. Non a caso, grazie all’atelier in collaborazione con la scuola InCibum, stanno già nascendo piccoli pasticcieri e pizzaioli.
Per poter realizzare tutto ciò, però, è indispensabile che ci sia una consapevolezza sociale sull’autismo che, precisa la psicologa Rosaria Ferrara, presidente dell’osservatorio, non è una malattia, ma una condizione. A inizio 2021, proprio a Battipaglia, nascerà la prima Banca del tempo sociale, in collaborazione con i Bambini delle Fate e con una scuola superiore della città. Gli studenti potranno diventare volontari dell’Oisma e regalare la propria compagnia ai ragazzi con autismo. Saranno premiati con borse di studio e crediti formativi, ma, sicuramente, usciranno da quest’esperienza con un valore aggiunto nel proprio bagaglio di vita.

Benedetta Gambale

Nella foto da sinistra: Annalisa Siano, Rosaria Ferrara e Annalisa Giancarlo

21 novembre 2020 – © Riproduzione riservata

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